Il “poltronaro venduto” Luigi Di Maio si converte sulla via di Bibbiano: “Stupito positivamente dal PD”




– Ormai Luigi Di Maio ci ha abituati alle capriole. Ma quella sul Pd è la più plastica. Il ministro degli Esteri, ospite a diMartedì, ha affermato: “Ero uno dei più scettici sull’alleanza con il Pd e avevo parlato di andare al voto. Mi sono sono consultato con esponenti del Movimento e anche con Beppe Grillo, poi l’abbiamo messa al voto tra i nostri iscritti e ha raggiunto l’80% dei consensi. Quando mi sono seduto al tavolo con un pò di scetticismo, mi ha stupito positivamente che fossero d’accordo sui temi acqua pubblica, salario minimo, sulla rivoluzione per rendere l’Italia 100% rinnovabile”.


Insomma, sono lontani i tempi in cui il grillino assicurava: “Mai con il partito di Bibbiano, non voglio avere nulla a che fare con il Pd“. Eppure lo diceva neanche un mese fa. La poltrona fa miracoli? Almeno stando a quanto dice Salvini. Il penstallato poi ha spiegato: “In questo governo vedo una grande opportunità, noi in questa fase, lo abbiamo concordato quindi non ho ragione di credere il contrario, abbiamo la grande opportunità di fare una rivoluzione verde, ecologica per l’Italia, ci sono una serie di sensibilità unite ai grandi cambiamenti climatici, temi all’ordine del giorno, che tutti i cittadini percepiscono”.

In merito al rapporto turbolento con la Lega, il pentastellato poi ha spiegato: “Dopo le Europee ho detto alla Lega: avete vinto le Europee, prendete il commissario e andate a cambiare l’Europa. Secondo: visto che avete a cuore la flat tax e ci accusate di non volerla fare prendete il ministero dell’Economia. Sapete che è successo? Mi sono sentito come quello fermo al semaforo rosso che viene tamponato da uno che poi scende e dice: ‘è colpa tua perché hai frenato di colpo, ‘ma se ero fermò; ‘allora non ti funzionavano gli stop’ ‘ma ero fermo!'”.

E ancora: “Quando nella Lega hanno capito di aver fatto una sciocchezza hanno provato a tornare indietro ritirando la mozione di sfiducia e chiedendo a me di fare il presidente del Consiglio di un governo M5S Lega. Ma il tema è che quando uno fino al 6 agosto dice che va tutto bene e il 7 agosto cambia tutto con un sms non c’è più affidabilità”. Su questo punto il diretto interessato ha ribattuto. “L’offerta della premiership a Di Maio “fatta per togliere qualunque alibi del fatto che erano costretti ad andare con il Pd”.

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