Il “piddino” Crisanti debutta attaccando Salvini: “Ecco gli errori che farà al governo”, sinistra alla frutta


da Libero Quotidiano – Andrea Crisanti apre la sua campagna elettorale mettendo nel mirino Matteo Salvini. È bastata una sola frase del segretario della Lega per scatenare la reazione del virologo tv. Salvini ha commentato così la candidatura di Crisanti: “Il televirologo Crisanti candidato col Pd. Credo che ora si capiscano tante cose”.

Apriti cielo, Crisanti, ospite di Coffe Break ha deciso di rispondere in modo sguaiato al leader del Carroccio: “Basta vedeer cosa ha fatto in politica sia sul piano della Sanintà che sulla politica estera per capire di cosa stiamo parlando”. Poi all’Adnkronos ha affermato: “Mi rivolgo agli elettori di Salvini e voglio dirgli che gli errori che ha fatto, le valutazioni, in politica estera, in sanità, in economia, sono la garanzia degli errori che potrà fare se avrà la possibilità di governare”.

Parole di fuoco che di certo accenderanno la campagna elettorale. E all’Agi lo stesso Crisanti aveva nuovamente puntato il dito contro l’ex ministro degli Interni: “Mi rifiuto di entrare in polemica personale con Salvini – spiega Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia molecolare all’Università di Padova – posso però criticare le sue scelte e tutti gli sbagli che ha cumulato sia in materia di sanità pubblica, sia sull’immigrazione, sia in politica economica”.

“Scenderò in campo e la mia idea è che bisogna combattere centimetro per centimetro questa destra: il Pd deve guardare alla società e dare risposte ai deboli e questo sarà il mio contributo. Bisogna spiegare che le tasse hanno un valore sociale, a esempio, e non bisogna avere paura di dirlo”, ha aggiunto. Infine spiega i motivi per cui ha accettato la candidatura: “Io sono onorato di questa candidatura, condivido con il Pd valori ed esperienze sociali. Poi essere nella lista estero ha per me un valore simbolico incredibile: ho avuto uno zio emigrato, e grazie ai soldi che mandava ogni mese a mia madre mi ha permesso di studiare. In più ho passato 30 anni all’estero per lavoro e non è un caso”.

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