Il PD come i talebani: a Vizzini il Comune abbatte il monumento del Milite Ignoto. Esposto in procura


Di Emanuela Volcan – Catania, 23 ott – Uno scempio. Si può descrivere solo così quanto accaduto a Vizzini sotto gli occhi increduli dei cittadini che dall’oggi al domani si sono visti privare del proprio monumento al Milite Ignoto.

Letteralmente estratto dalla parete che ospita anche le lastre marmoree con i nomi dei caduti in guerra. Per completare “l’ingegnosa opera” anche una pala meccanica che ha distrutto i gradini in cui per decenni si sono commemorati i soldati. Gli eroi che hanno difeso la nostra patria, e che non ci sono più.

A Vizzini il Comune abbatte il monumento al Milite Ignoto, la protesta di CasaPound

Immediata la reazione dei vizzinesi, della politica cittadina e soprattutto delle associazioni che, appresa la notizia hanno reagito duramente. Da ieri sera al loro fianco anche CasaPound Italia che con i propri militanti ha esposto uno striscione: “L’eroismo non può essere abbattuto. Miserabili“, accompagnato da una nota diffusa alla stampa in cui oltre a condannare il gesto si annunciano nuove azioni. “Sull’esempio iconoclasta la distruzione del monumento ai Caduti a Vizzini è un atto che non può passare inosservato. E saremo pronti ad altre azioni, anche più eclatanti, se non verrà ripristinato nella sua forma originaria“.

Il sindaco di centrosinistra si giustifica: “Diversa collocazione per il monumento”

Già, perché nel progetto dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Vito Saverio Cortese (centrosinistra) ci sarebbe l’intenzione di spostare la statua bronzea all’interno della Villa Comunale e le lastre marmoree dentro il Palazzo di Città. Usiamo il condizionale visto che non ci sono, al momento, delle determine in merito. “Abbiamo incontrato il sindaco Vito Saverio Cortese per avere conto e ragione di quanto accaduto – ci spiega il presidente dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, sezione di Catania, Marco Dolci -. La spiegazione ricevuta, e cioè di una diversa collocazione del monumento, non cambia le gravi violazioni compiute“.

“Non esistono autorizzazioni, pertanto l’atto è stato compiuto al di fuori di qualsivoglia motivazione. Tali beni pubblici, infatti, sono salvaguardati dalle leggi dello Stato e non possono essere alterati nella loro veste architettonica né collocati in altro luogo senza prima essersi confrontati con le autorità competenti (magari con un legittima richiesta, ndr), e successivamente deliberando, come organo di governo della città, le operazioni per preservare il monumento commemorativo”.

L’Ancr, che ha una propria sezione anche a Vizzini, è realtà storica che dal primo dopoguerra lotta e vigila per la tutela della memoria dei Caduti e dispersi e a imperituro ricordo dei reduci e mutilati. Sui fatti di Vizzini pertanto non intende arretrare, e non è l’unica.

In arrivo esposto presso la procura della Repubblica

“Chi distrugge il nostro passato demolisce il nostro futuro – scrive in una nota il presidente dell’associazione Sicilia Antica, Antonino Bellomo -. Stiamo formalizzando un esposto presso la procura della Repubblica“. E ancora il luogotenente Domenico Anfora, comitato scientifico dell’associazione culturale Lamba Doria-Catania: “Esprimo a nome della Lamba Doria sconvolgimento di fronte a tale progetto di demolizione proprio nel centenario del Milite Ignoto. Nonché la solidarietà ai combattenti e reduci nella loro azione di contrasto. Mi impegno inoltre a collaborare nel verificare l’esistenza delle necessarie autorizzazioni ai lavori”.

Chi ha autorizzato uno scempio del genere?

Il punto centrale è sempre questo: chi, se esiste, avrebbe autorizzato lo smantellamento del monumento? E mentre in consiglio comunale l’opposizione ha presentato un’interrogazione e promosso una raccolta firme in città per l’immediato ripristino della statua bronzea e della pertinente inferriata delimitante l’area del “simbolo perenne ed intramontabile della memoria, sindaco e amministrazione provano a spiegare a quanti li attaccano che il tutto è stato fatto per dar seguito ad un progetto di cento anni fa mai compiuto. “Nel 1925, anche la città di Vizzini, facendo proprie le disposizioni governative, deliberò sotto la guida del podestà baronello Gaudioso la nascita del Parco della Rimembranza di Vizzini, che oggi impropriamente chiamiamo villa comunale. Ma non fu mai realizzato”.

“Il monumento ai caduti di tutte le guerre fu realizzato molti anni dopo – prosegue la nota -. Fra gli anni Sessanta e Settanta, a seguito della sistemazione del costone sottostante alla via dei Galli, addossandolo al terrapieno in opera muraria lavica che prospetta su viale Margherita”.

Il comunicato del Comune su Facebook

Cortese e i suoi la definiscono una soluzione urbanistica sgraziata, ma di fatto, da decenni, è luogo della memoria e del ricordo. “L’amministrazione vizzinese intende quindi rispettare il progetto originario della città. Armonizzando storicamente e urbanisticamente il Parco della Rimembranza con il monumento ai Caduti, allocando la statua nella posizione originariamente pensata dai vizzinesi”. Conclude il post sulla pagina Facebook del Comune di Vizzini. Ma sempre senza fornire progettazione e dovuti permessi.

Il monumento ridotto a “interferenza” in un bando di gara di riqualificazione urbana

Abbiamo cercato e spulciato in lungo e in largo l’albo pretorio del Comune per trovare un minimo cenno. Ma a venirci incontro è stata un’altra associazione profondamente indignata dell’accaduto, l’Unuci, che riporta un bando di gara del 17 giugno 2021 relativo ad “interventi di recupero finalizzati alla riqualificazione urbana dell’asse viario principale“. Dove, udite udite, la rappresentazione del valoroso soldato che si lancia nella battaglia a difesa del suo popolo e della sua patria, viene definito “interferenza”. Ove nei criteri di aggiudicazione c’è “Risoluzione interferenza dovuta all’esistenza del Monumento ai Caduti (max 18 punti)”! Capito?

Monumento smantellato senza autorizzazioni

“Abbiamo anche cercato un punto d’incontro – ci spiega sempre il presidente dell’Ancr di Catania, Marco Dolci – ma resta la gravità dell’atto in assenza di autorizzazioni con l’aggravante del momento in cui è stata smantellata. Dove i vizzinesi ricorderanno i loro caduti e celebreranno le commemorazioni del 2 e 4 novembre?

Inoltre quella che vuol essere la nuova veste architettonica suggerita dall’amministrazione comunale, in merito alla collocazione alternativa della statua, non si confà affatto alla simbologia originaria del bene monumentale. Il soldato bronzeo – impresso nella mente dei vizzinesi e non solo – avanza dalla sua garitta, come a voler difendere combattendo. Diversamente, posizionare l’opera su un cippo esagonale, altro non farebbe che sminuire, se non addirittura annullare e cancellare risolutivamente, il valore del messaggio voluto dall’artista artefice della stessa. Messaggio esplicitamente allineato a un determinato contesto socio-storico”.

“Per tutto ciò, l’Ancr contrasterà incessantemente qualora dovessero replicarsi tali accadimenti. Manipolare o screditare un piccolo monumento commemorativo del qualsivoglia Comune d’Italia è alla pari del medesimo basso e vile gesto se fosse diretto all’Altare della Patria”.

Emanuela Volcan

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