Il nuovo anno degli inglesi all’insegna della libertà: la Brexit è ufficiale, il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea


Di Filippo Burla – Roma, 1 gen – Era il 1 febbraio dello scorso anno quando, con una frugale cerimonia, veniva ammainata l’Unione Jack, la bandiera del Regno Unito, dagli edifici dell’Unione Europea. Era il primo segno tangibile della Brexit, a tre anni e mezzo di distanza dal referendum con il quale i cittadini di sua maestà votarono a favore dell’uscita dall’Ue.

Se quel passaggio poteva dirsi formale, adesso invece siamo ai saluti definitivi. Ci sono voluti altri mesi di negoziazioni, compresa la possibilità di un’uscita senza accordo. Alla fine le parti hanno trovato la quadra. Così, a partire da oggi, la Brexit diventa anche sostanziale. Una data da segnare sul calendario: dal 1 gennaio 2021 la Gran Bretagna non fa più parte del consesso comunitario.

Brexit, ovvero della non irreversibilità dell’Ue

Alla fine dei conti, sono stati necessari quattro anni e mezzo per tradurre in realtà la volontà popolare. Un periodo indubbiamente lungo e fatto di infinite trattative, portate anche all’estremo della quasi rottura. Londra ha giocato dalla sua ogni possibile carta. Parliamo d’altronde di un importatore netto rispetto all’Unione: una Brexit senza accordo avrebbe causato più guai a quest’ultima che all’economia dell’isola. La quale, nel frattempo, non è rimasta con le mani in mano ma ha siglato decine di intese commerciali in mezzo mondo. Smentendo tutte le previsioni che parlavano di sterlina destinata al macero, perdite miliardarie e persino (c’è chi l’ha detto) cibi che non avrebbero più potuto finire sulle tavole inglesi.

Tralasciamo la cialtronaggine di chi vorrebbe far coincidere le previsioni con i propri desideri. Magari conditi ad un pizzico di malcelata volontà di vendetta. La realtà, prima o dopo, arriva e la Brexit ci racconta che uscire dall’Unione Europea è possibile. Servono capacità negoziali, visione di lungo periodo. Con un forte mandato popolare che non guasta certo.

Filippo Burla

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