Il Movimento Cinque Stelle diventa una casta di “poltronari”: in 100 deputati vogliono l’accordo con il PD





Di Franco Bianchini – Divisi sulla linea politica, uniti dalle tentazioni. E la tentazione più forte nel M5S è quella di conservare la poltrona, costi quel che costi. Alla faccia dei vaffa e della lotta alla casta, della coerenza e delle promesse web, i Cinquestelle vanno in giro con il pallottoliere per vedere se può nascere l’unione contronatura con il Pd. Come al Senato, anche alla Camera si fa la conta dei parlamentari disposti a fare l’inciucio con i dem. Fonti parlamentari grilline parlano di un’area di almeno 100 persone pronte ad aprire ai dem: di queste, a quanto apprende l’Adnkronos, una cinquantina avrebbero già garantito la propria adesione a questo progetto.

Bisogna trovare una scusa da dare in pasto agli elettori

«L’intenzione – confida un deputato 5 Stelle – è quella di fissare una linea chiara e sottoporla al capo politico Luigi Di Maio». In quella “linea chiara” c’è l’esigenza di trovare una scusa convincente da dare in pasto all’elettorato. E quindi evitare di perdere definitivamente la faccia. L’unica strada è suonare le trombe per salvare la democrazia messa in pericolo da Salvini. Non è escluso che la prossima settimana possa essere stilato un documento. E non manca, all’interno del gruppo parlamentare, chi “invoca” una sorta di nuovo “contratto di governo” (o comunque un “accordo programmatico”) con l’obiettivo di creare un fronte comune contro la Lega e «la deriva autoritaria del suo leader».

Chi sono gli esponenti grillini pronti ad abbracciare il Pd

Sulla prospettiva di un eventuale accordo con i dem, racconta un parlamentare, nelle ultime ore si sarebbero saldate le posizioni di varie “aree” interne al M5S: dagli scontenti agli ortodossi, dai grillini più di “sinistra” a molti eletti nei collegi uninominali.

«Il 90% del gruppo Camera vuole andare avanti con Pd, senza se e senza ma», dice un parlamentare M5S. Percentuali bulgare si registrano anche a Palazzo Madama, dove, ragiona a taccuini chiusi una senatrice che preferisce rimanere anonima, «il 97-98% degli eletti vuole andare avanti col Partito democratico»: in direzione ostinata e contraria rispetto alla linea favorevole al voto espressa in assemblea da big come Paola Taverna e Manlio Di Stefano.

Tra gli iscritti al “club” dei dialoganti figura sicuramente il deputato siciliano Giorgio Trizzino, che si definisce “cattolico democratico” ma soprattutto “mattarelliano”. «Dopo la distanza di questi anni dal Pd – spiega all’Adnkronos – non possiamo aspettarci che tutto venga sanato. Ci vuole un cammino work in progress, andare lentamente verso una ricomposizione. Sono convinto che buona parte dei nostri valori siano condivisi dal mondo riformista del Partito democratico. Da quello che ho potuto percepire, c’è un sentire comune in tutto il Pd. Sta maturando l’esigenza di chiudere con questo passato polemico con il M5S e aprire una nuova dimensione di confronto ».

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