Il missile russo in Polonia? Una clamorosa bufala: licenziato in tronco il giornalista che ha diffuso la fake news



Da ByoBlu – Non si è ancora del tutto chiarita la vicenda legata al missile ucraino esploso in territorio polacco e che ha portato all’uccisione di due persone.

Una notizia da guerra mondiale

Era il 15 novembre quando la stragrande maggioranza dei giornali internazionali diede infatti la notizia di un attacco contro la Polonia. Secondo i media il missile sarebbe stato lanciato deliberatamente dalla Russia.

La notizia è così stata cavalcata dal mondo politico, in particolare europeo, che ha puntato il dito contro Vladimir Putin invocando, in alcuni casi, l’applicazione dell’art.5 della NATO, quello che prevede anche il supporto armato ad un alleato colpito. Insomma quella notizia ha rischiato di far precipitare il mondo nella terza guerra mondiale.

Dopo diverse ore il Presidente americano Joe Biden prima e l’intelligence statunitense poi hanno smentito questa versione, dichiarando che il missile era di origine ucraina. Probabilmente si era trattato di un errore della contraerea di Kiev attivata durante alcune incursioni russe. Ora sono emersi nuovi particolari rispetto a questa vicenda contorta.

Il ruolo dell’Associated Press nella diffusione della bufala

Il tam tam mediatico era partito dall’Associated Press, l’agenzia di stampa americana più conosciuta. Con un’ultima ora l’AP attribuiva alla Russia la paternità dell’attacco alla Polonia, citando come fonte un alto funzionario dell’intelligence statunitense. Come spesso accade la grande maggioranza dei media mainstream copia le notizie delle agenzie di stampa senza premurarsi di verificare la notizia, così quella che poi si è rivelata essere una fake news è rimbalzata nei media di mezzo mondo.

Quando c’è una guerra mondiale di mezzo sarebbe necessaria maggiore prudenza prima di prendere come oro colato qualsiasi cosa esca dalle agenzie di stampa. Oltre alle oggettive colpe di una classe giornalistica sempre più delegittimata, ci sono però diversi punti interrogativi irrisolti.

Perché l’Associated Press ha reso noto di aver licenziato il giornalista che avrebbe diffuso per primo la bufala. “Quando i nostri standard non vengono rispettati, dobbiamo compiere le azioni necessarie per proteggere l’affidabilità del nostro lavoro giornalistico. Non prendiamo questo tipo di decisioni con leggerezza, né esse si basano su episodi isolati”, questo lo scarno comunicato dell’AP.

Chi è l’ufficiale dell’intelligence che ha imbeccato il giornalista?

Secondo le ricostruzioni fatte dal Washington Post il giornalista in questione è tale James LaPorta, un ex soldato della marina americana che era stato in missione in Afghanistan per poi diventare un reporter freelance ed entrare definitivamente nell’Associated Press nel 2020. Ora dalle ricostruzioni fatte sempre dal Washington Post la responsabilità della diffusione della notizia sembra non essere esclusiva di LaPorta.

Il giornalista avrebbe infatti condiviso la notizia con gli editori dell’AP, che hanno autorizzato la pubblicazione della stessa aggiungendo che: “Non riusciamo a immaginare che un funzionario dell’intelligence statunitense si sbaglierebbe su questo”. Insomma gli editori dell’agenzia di stampa non solo erano d’accordo nel pubblicare la notizia, ma non hanno sollevato il benché minimo dubbio sull’attendibilità della fonte citata da LaPorta.

Questo ci porta a desumere che le fonti utilizzate dal giornalista erano riconosciute come autentiche e attendibili. Se questa ricostruzione è veritiera dobbiamo quindi pensare che un alto funzionario dell’intelligence americana abbia imbeccato un giornalista dell’Associated Press con una notizia palesemente falsa e che ha rischiato di portare il mondo nella terza guerra mondiale.

Il missile ucraino in Polonia non è frutto di un errore?

Se dalle parti di Washington c’è quindi chi ha interesse a gettare benzina sul fuoco, si sommano anche i dubbi sul fatto che il missile ucraino sia caduto in Polonia per errore. Secondo Scott Ritter, già militare ed ispettore ONU, la balistica suggerirebbe altro: “Il missile russo avrebbe viaggiato in una direzione est-ovest. In questo modo i radar ucraini erano impostati per attivare il missile della contraerea da ovest verso est per intercettare l’attacco russo.

Il missile ucraino che si è schiantato in Polonia viaggiava invece da est verso ovest. Com’è stato possibile?”. Domande irrisolte che suscitano un certo livello di allarme rispetto all’esistenza di persone dietro le quinte che stanno tentando in tutti i modi, anche illeciti, di far precipitare il mondo in una guerra planetaria.

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