Il Kosovo continua a sfidare: assaltati e saccheggiati i negozi serbi, stanno provocando l’escalation



Da Il Primato Nazionale – Roma, 12 ago – Nonostante la tregua dettata nelle scorse ore dagli Usa, in favore di un accordo su targhe e carte d’identità della minoranza serba, in Kosovo la tensione non accenna a diminuire.

Il 3 agosto vi abbiamo parlato del sequestro di un ambulanza e del suo conducente da parte della polizia kosovara, e oggi ci troviamo a riportarvi l’ennesimo caso di prepotenza etnica. E’ di due giorni fa la notizia che alcuni negozi serbi sono stati presi di mira a Velika Hoca, svaligiati e vandalizzati da ignoti. Fino a qui nulla di cui stupirsi, certo; sono episodi che in Italia avvengono quotidianamente. Rimane però il fatto che, in Kosovo, a quanto pare, il motivo di questi saccheggi sia dovuto principalmente al fattore etnico.

Due negozi serbi rapinati, di nuovo

L’Ufficio per il Kosovo e Metokia del governo della Repubblica di Serbia ha ha reso noto che due negozi di alimentari della piccola enclave serba di Velika Hoca, nella notte del 9 agosto scorso sono stati assaltati e rapinati di denaro e generi alimentari. Il fatto ancora più allarmante, però, è che gli stessi due negozi erano stati presi di mira dai rapinatori alla fine di giugno. Né allora, né oggi, da quanto si legge nella nota del governo di Belgrado, la polizia kosovara albanese ha trovato gli autori del gesto o, comunque, fornito adeguati dettagli sullo svolgimento delle indagini.

L’omertà della polizia kosovara

Anche per le aggressioni che la piccola enclave ha affrontato negli anni dopo il conflitto del 1998-1999, con omicidi, rapine e rapimenti, all’interno di locali, chiese e negozi serbi di Velika Hoča sono state installate telecamere di video sorveglianza. Proprio grazie alle moderne tecnologie di vigilanza, i proprietari dei negozi sono riusciti a vedere le rapine subite in diretta. Nonostante quindi la polizia kosovara sia stata avvisata direttamente nel momento della sua esecuzione, gli autori non sono ancora mai stati catturati. Altro fatto sconcertante è che, al termine le indagini sulle prime rapine, i proprietari dei negozi non hanno ricevuto alcuna copia del rapporto dagli agenti.

Perchè proprio Velika Hoča?

Uno dei motivi dell’astio che parte della comunità albanese musulmana nutre nei confronti dell’enclave, è sicuramente che la stessa ha una storia molto antica, motivo di orgoglio per l’identità serba. Velika Hoča ospita infatti circa 13 chiese ortodosse, la maggior parte delle quali risale al Medioevo serbo. Essa si trova nella regione storica di Dukagjin ed è uno degli insediamenti più antichi dei serbi in Kosovo. Nel Medioevo, Velika Hoča era un forte centro economico e spirituale con 24 chiese e tre monasteri. Di quel periodo sono stati conservati 8 monasteri e cinque rovine di luoghi sacri andati distrutti. Lo stesso vino del monastero di Dečani, famoso sia per la sua bontà che per la storia del monastero, viene prodotto, fin dai tempi del regno dell’imperatore Stefan Dusan, anche proprio dai vigneti di Velika Hoča.

Una enclave sotto assedio

Secondo la sezione kosovara del governo di Belgrado, saccheggiando i negozi, gli estremisti albanesi minacciano direttamente l’esistenza e la sopravvivenza dei cittadini di Velika Hoča. Incidenti come questo, infatti, possono avere conseguenze ben più ampie per la vita del popolo serbo in questa zona del Kosovo. L’impunità per crimini come questi, in un enclave serba al centro di un più vasto territorio a dominio albanese, porta ulteriori paure tra il popolo serbo della provincia di Metokia. L’ufficio del governo serbo, quindi, insiste affinché gli autori siano assicurati alla giustizia, “soprattutto perché ci sono video come prove e non ci sono scuse per non fare luce su questo crimine”.

Andrea Bonazza

leggi la notizia su Il Primato Nazionale