Il governo “abusivo” Conte rischia di cadere sui clandestini della Bellanova. M5S: “Sanatorie? Non se ne parla”


Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 6 mag- Il governo giallofucsia è ancora spaccato sull’ex “decreto aprile” che conterrà i fondi per le imprese e le famiglie in difficoltà dopo la serrata generale per contenere i contagi. Dopo un’iniziale, apparente intesa tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi sugli aiuti di Stato alle aziende, al terzo giorno di trattative tra il premier e il leader di Italia viva la tensione è altissima. La maggioranza non trova la quadra su molti punti cruciali, dagli aiuti per le famiglie ai fondi per la sanità, dal reddito di emergenza fino alla regolarizzazione degli immigrati (vero pallino del ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che vorrebbe la misura nel “decreto maggio”). Secondo gli scenaristi – scatenati in questi giorni di tensioni nel governo a causa di una fase 2 che non rimette davvero in moto il Paese – a vigilare su Palazzo Chigi ci sarebbe il Quirinale. E sebbene Sergio Mattarella non sia Giorgio Napolitano – che irrompeva a gamba tesa spesso e volentieri – dal Colle trapela preoccupazione per la grave crisi economica scatenata dall’emergenza coronavirus e l’incapacità dell’esecutivo Conte di venire a capo delle divisioni tra Pd, M5S, renziani e sinistra.

Conte sulle imprese frena Gualtieri e apre a Confindustria

Dal canto suo, il premier sta cercando di far ragionare la maggioranza su quelle misure che potrebbero essere maggiormente condivise. In tal senso, Conte frena anche la proposta del ministro Roberto Gualtieri, sostenuta da Pd e M5S ma osteggiata da Iv, di ricapitalizzare con fondi pubblici le imprese tra i 5 e i 50 milioni di fatturato. Il premier rimanda lo scontro a dopo un confronto con le parti sociali e in particolare gli imprenditori, che a loro volta hanno assunto una posizione molto critica. In tale ottica, Conte apre al presidente di Confindustria, fortemente critico con il governo. “Se ci sono buone e concrete proposte ben vengano. Può inviarcene anche Bonomi, purché siano specifiche e concrete, sul sostegno alle imprese”, dice il premier intervistato dal Fatto quotidiano.

M5S contrario alla regolarizzazione degli immigrati chiesta dalla Bellanova

Se dipendesse dalla Bellanova, poi, tra le priorità del governo ci sarebbe quella di mettere in regola circa 600mila immigrati regolari, “risorse preziose” per la ripartenza nei sogni della titolare del dicastero dell’Agricolutura. Ma i 5 Stelle sono nettamente contrari: “Continueremo a fare tutto quello che serve a fare emersione di lavoro nero, italiani o stranieri. Ma se c’è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo“. Così Vito Crimi, capo politico M5S, ospite di Mattino 24, su Radio 24. Stop anche ai permessi di soggiorno temporanei, perché “consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero e di essere oggetto di sfruttamento”, fa presente Crimi.

Altro nodo da sciogliere è il reddito di emergenza

Un altro nodo da sciogliere è quello del reddito di emergenza, l’assegno compreso tra 400 e 800 euro destinato alle famiglie socialmente più deboli o che non beneficiano di altri sussidi. Ancora non è certo se sarà erogato una sola volta o per due mesi o più, rendendolo più strutturale, come vorrebbero i grillini. Tra le ultime novità figura una norma proposta dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che punta in via temporanea a rimodulare i contratti collettivi, riducendo l’orario di lavoro ma non i salari. L’intento sarebbe quello di convertire una parte delle ore lavorative in corsi di formazione finanziati da un fondo istituito presso il ministero del Lavoro. La Catalfo ha anche fatto presente che l’attuale blocco dei licenziamenti sarà prolungato di altri tre mesi.

Il premier in pressing su Renzi: “Instabilità danno gravissimo”

Intanto il Consiglio dei ministri (che il premier vorrebbe fare entro venerdì) resta in stand by. E Conte torna a “sensibilizzare” Renzi, che si è ritagliato uno spazio di opposizione interna perché è in campagna elettorale permanente (Iv è ancora un partitino in termini di consensi). All’ex segretario Pd fa presente che “l’instabilità sarebbe un gravissimo danno alla vigilia della ripartenza e indebolirebbe la nostra posizione in Europa in una fase decisiva“. Perciò una crisi sarebbe “incomprensibile” ai cittadini. Il Pd e i 5 Stelle concordano con lui: “Non esiste lo spazio morale, oltre che politico, per ordire trame e ribaltare l’esecutivo“, afferma convinto il dem Goffredo Bettini.

I 5 Stelle “blindano” il premier

Per adesso Conte resta in sella, almeno stando alle parole di Crimi. “Non può esserci un altro governo oltre quello che c’è adesso, a mio avviso. Non è possibile pensare ad ulteriori maggioranze a nuovi governi né tecnici né di unità nazionale. Oggi c’è già un governo di unità nazionale nel quale siamo entrati facendo tanti sacrifici, venendo da un’esperienza molto diversa. Non vedo alternative a questo governo che ha nella figura di Conte una figura di garanzia“.

Ai 5 Stelle dunque non manca che convincere Renzi a farsi andare bene l’attuale presidente del Consiglio. Staremo a vedere.

Di Adolfo Spezzaferro

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