Il governatore del Texas sfida Biden e proibisce l’obbligo vaccinale: “Deve rimanere una scelta libera”


Di Edoardo GagliardiGregory Abbott e Ron DeSantis, repubblicani, rispettivamente governatore del Texas e della Florida, sono sempre stati critici nei confronti dei vaccini e delle mascherine obbligatorie. Va subito specificato che i due non sono classificabili come no-vax, anzi, Abbot ha recentemente espresso, tramite un tweet, che “i vaccini anti-Covid19 sono efficaci” e lui stesso è vaccinato.

Ma nello stesso post sul social il governatore del Texas ha anche affermato: “Ho firmato un’ordinanza che vieta a tutte gli enti e le istituzioni dello Stato di imporre il vaccino ai propri dipendenti ed agli utenti”. Il testo dell’ordinanza si trova a questo link. Per Abbott il vaccino deve rimanere “una scelta volontaria e non forzata”.

La scelta del governatore del Texas va in netto contrasto con la decisione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il quale ha firmato un ordine esecutivo che impone il vaccino alle aziende con oltre i 100 dipendenti, oltre che ai funzionari federali. Il presidente ha inoltre invitato i governatori a rendere obbligatoria la vaccinazione per gli insegnanti.

In passato Abbott aveva già revocato l’obbligo d’indossare la mascherina, firmando un’ordinanza diretta in particolare alle scuole pubbliche e università. Diversi governatori repubblicani hanno contestato la vaccinazione obbligatoria, con il governatore della Carolina del Sud Henry McMaster che ha definito la misura “incostituzionale“. Abbott ha criticato Biden per il suo “assalto alle imprese private”, definendolo nient’altro che una “presa di potere nei confronti di chi lavora”.

I governatori che seguono questa linea intendono rappresentare, all’interno del Partito repubblicano, una voce critica nei confronti dell’obbligo vaccinale e delle altre misure restrittive imposte dal governo di Washington. Secondo le statistiche al momento il 51% della popolazione in Texas risulta vaccinata con almeno due dosi. Negli Stati Uniti sono in molti, anche tra le forze dell’ordine, nell’esercito e i dipendenti federali e statali, che rifiutano il vaccino per motivi medici e religiosi.

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