Il dramma di Christian, vita rovinata dopo il vaccino Pfizer. Dopo il danno la beffa: lo Stato non gli dà il Green Pass


Di Miriam Gualandi – Immaginate di avere 24 anni, di essere in perfetta salute, di condurre una vita normale fatta di università, palestra, amici. È la vita prima del Covid che buona parte di noi nati nell’era del benessere ricorda. Ma appunto è solo questo, un ricordo.

Il Coronavirus, i cinesi, Milano non si ferma e invece si ferma tutta Italia. Andrà tutto bene e invece no, alla fine dell’arcobaleno ad attenderci c’era il green pass. In mezzo ci sono i vaccini, arrivati nei furgoni a -30 gradi, e poi somministrati sulla spiaggia, nei mercati, sui marciapiedi in mezzo alla città. Non parlerai male di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson, è il nuovo comandamento. Di Astrazeneca sì, ma solo dopo che una ragazzina è morta ed era proprio impossibile invocare “nessuna correlazione”.

Poca chiarezza, tanta propaganda, che però costano care, soprattutto a chi oggi viene ignorato come se non esistesse. Come Cristian, il ragazzo la cui storia vi raccontiamo oggi. Cristian è di Catania, ha 24 anni, studia psicologia all’università, è uno sportivo. Il 16 agosto fa la prima dose di Pfizer, come tanti prima e dopo di lui. Le cose però non vanno come immaginava, perché Cristian è vittima di effetti avversi da vaccino che nessuno vuole riconoscere.

Oltre al danno però, c’è anche la beffa: al ragazzo infatti viene sconsigliato di fare la seconda dose di vaccino e di approfondire i sintomi che riporta. Ma nel frattempo non gli viene rilasciato neanche il green pass. Non solo. Nonostante Cristian abbia seguito la procedura per segnalare l’effetto avverso, non è stato mai richiamato da nessuno.

Dunque, quella che Cristian ha iniziato è una battaglia contro l’omertà del sistema. Perché medici di base, medici vaccinatori e infermieri liquidano sintomi documentabili, soprattutto in soggetti che prima della vaccinazione erano sani? E perché a queste persone deve essere negata l’assistenza? Sono queste le domande a cui vorrebbe rispondessero soprattutto quei virologi e quei medici che abbiamo conosciuto durante l’emergenza sanitaria: Burioni per dirne uno, o Matteo Bassetti. E invece, proprio Matteo Bassetti lo avrebbe addirittura bloccato su Instagram.