Il deputato “negazionista” del PD che “sputa” sulle vittime delle marocchinate: “È solo propaganda razzista”


Di Andrea Lombardi – Roma, 19 mag – Dopo la celebrazione della gesta dei Goumiers da parte del Comune di Cassino, altro attacco alla memoria delle vittime delle marocchinate. Questa volta è il deputato Pd Mario Morgoni, che sulla sua pagina Facebook attacca un gruppo di cittadini di Potenza Picena commemoranti queste drammatiche – e per decenni trascurate – vicende nel quadro della “Giornata nazionale in memoria delle vittime della Marocchinate” promossa ieri in molte città italiane, definendo l’iniziativa di Memoria civile una “sceneggiata propagandistica di stampo razzista”.

Marocchinate, le indecenti parole del deputato Pd

Il deputato del Pd minimizza inoltre lo stupro – spesso di massa -, le sevizie e la morte di decine di migliaia di donne, uomini, preti e bambini violentati da interi reparti delle truppe coloniali francesi, con la compiacenza dei loro comandanti francesi bianchi e il quasi totale disinteresse degli ufficiali Alleati, come atti “da attribuire ad un gruppo o alcuni gruppi di militari che si sono comportati da malviventi”. Relativizzando poi il tutto con un ancora più offensivo riferimento alla campagna d’Etiopia del 1935-1936, rimasticante i consueti luoghi comuni terzomondisti e anti italiani e teso a far passare in secondo piano questa tragedia coinvolgente un’intera Regione italiana già straziata dai durissimi combattimenti delle Battaglie per Cassino del 1944.

E concludendo il suo fazioso intervento strumentalizzando la morte di una giovane ragazza rumena, sempre nel nome di un “antifascismo antirazzista”, che nasconde in realtà solo la consueta volontà della sinistra di imporre la propria vulgata della storia, nascondendo fatti e vicende scomode, e di zittire il proprio avversario, fatto tanto più grave per un esponente istituzionale. Chiediamo pertanto al Pd di dissociarsi dalle parole del deputato Morgoni, e semmai di unirsi al ricordo di tutte le vittime innocenti delle guerre, e non, come spesso accade, di ricordarne solo una parte e di ignorarne un’altra a seconda della visione da Pci d’epoca rinnovata in versione orwelliana di questi ultimi anni.

Andrea Lombardi

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