Il “deep state” prova a fermare la candidatura di Trump. Blitz dell’Fbi nella sua residenza, sequestrati documenti


da Il Primato Nazionale – Roma, 9 ago –  La casa di Donald Trump a Mar-a-Lago (Florida) perquisita dagli agenti federali. E in modo massiccio, secondo le notizie emerse e pubblicate anche su Tgcom24.

L’Fbi perquisisce la casa di Trump in Florida

È lo stesso ex-presidente a parlare e a comunicare che l’Fbi stesse perquisendo la sua residenza a Mar-a-Lago, durante il suo viaggio a New York. Sul blitz avvenuto in casa sua, Trump è molto duro, come si legge in una nota: “Dopo aver lavorato e collaborato con le agenzie governative competenti, questo raid senza preavviso a casa mia non era necessario né appropriato”.

Secondo il tycoon, la perquisizione è una “strumentalizzazione della giustizia e un attacco dei democratici di sinistra radicali che disperatamente non vogliono che mi candidi alle elezioni del 2024”. Aggiungendo poi che la candidatura stessa “specie dopo i recenti sondaggi, faranno di tutto per fermare“, come riportato anche dal Corriere della Sera.

“Tempi oscuri per la nostra Nazione”

Sono “tempi oscuri per la nostra Nazione” secondo Trump, il quale sottolinea che “niente di simile è mai successo prima a un presidente degli Stati Uniti“. Quanto alle ricerche degli agenti, secondo le fonti mediatiche statunitensi si sarebbero concentrate su 15 scatoloni di documenti classificati che Trump avrebbe portato via dalla Casa Bianca. Definito “un crimine federale” (nel concreto, si parla informazioni che non potrebbero essere conservate), l’atto è sempre stato negato dall’ex-presidente. Non è escluso, però, che l’azione improvvisa dell’Fbi abbia anche la motivazione di stringere ancora di più contro Trump per la questione dell’assalto a Capitol Hill che, con l’avvicinarsi del voto tra due anni, metterebbe ancora più in difficoltà il tycoon.

Alberto Celletti

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