Il comunista Marco Rizzo: “Saviano? Radical chic da tastiera, sta in un attico a New York a dire cose senza senso”




Da Affari Italiani – Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista e candidato alle europee, oggi è stato ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, dove ha rilasciato un’intervista toccando molti temi diversi. Lei si definisce un comunista autentico. E’ d’accordo con chi parla di possibile ritorno fascista in Italia? “Qui ci sono tanti antifascisti da passerella.


Il neofascismo si combatte stando nelle periferie e parlando di lavoro con la povera gente. Se si pensa di fare gli antifascisti cantando ‘Bella Ciao’ al Salone del Libro e basta, si fa dell’antifascismo da passerella, alla Pd”. Quello di cantare ‘Bella Ciao’ è però un gesto simbolico importante. “I simboli non si portano solo in certi momenti. Se canti ‘Bella Ciao’ dal tuo salotto o fai il radical da tastiera, alla fine risulti solo antipatico”. Chi sono i radical da tastiera? “Fazio o Saviano”. Nemmeno Saviano, secondo lei, è di sinistra? “Lasciamo perdere, sta in un attico a New York a dire cose senza senso, banali, non mi piace assolutamente è non è di sinistra”. Per un ‘vecchio’ comunista come lui, qual è il male assoluto della contemporaneità? “Il mercato, l’idea che una società debba basarsi sui soldi”. Tuttavia il socialismo ha fallito, anche in luoghi come Cuba. “Vi spiego una cosa.

Come l’Italia si confronta con paesi europei come la Germania, Cuba si confronta con paesi del centro America, come Haiti. E chi va li si rende conto che si sta molto peggio ad Haiti che a Cuba”. Quindi anche oggi è l’isola caraibica il suo riferimento. “Certo, Cuba è la ‘revolucion’”.  Intanto,nel mondo, la concentrazione economica è nelle mani di pochi miliardari. “E’ vero. Bisogna far si che non ci sia quella concentrazione di ricchezze delle singole persone, come avviene, ad esempio, per il ‘signor Apple’…” Lei critica la Apple, ma come telefono cellulare ha un iPhone… “Si ma cosa vuol dire? Eppoi il mio è ‘crepato’…”  Parliamo di cose più leggere: secondo alcuni la sua testa rasata la rende tra i politici più affascinanti.

Quando ha iniziato a farsi i capelli a zero? La prima volta che mi rasai a zero fu a 19 anni, lo feci per una scommessa. Ma tanto stavo già iniziando a perderli…” Quale scommessa aveva accettato? “Dovevo arrivare in macchina da Torino a San Sebastien, nei Paesi Baschi, in 9 ore. Ci ho messo 10 ore e un quarto, ma sono 960 km….”

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