Il comandante Alfa, ex Gis, zittisce il ministro PD: “Io eversivo e golpista? Gli manderò il mio curriculum”


 – “La richiamo per le 20.30, per lei va bene oppure la trovo a cena?”. “Va benissimo, io mangio ancora agli orari della caserma”, ci risponde il comandate Alfa, classe 1951, uno dei fondatori delle teste di cuoio dei carabinieri (Gis). È un servitore dello Stato decorato da decine di medaglie che in queste ore è finito sui giornali con l’accusa di “golpismo”. Tutto parte da un post apparso sulla sua pagina Facebook, uno sfogo dettato da “rabbia e dolore”, che ha proiettato l’ex carabiniere nel girone degli innominabili. Lo hanno definito un fascista, un sovversivo, un nemico della democrazia. “I decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere”, scriveva qualche giorno fa il comandante.

Si aspettava un simile linciaggio mediatico?

“Assolutamente no, quello che ho scritto l’ho scritto con il cuore e come uomo di Stato, ricordo a chi mi ha criticato che ho giurato 47 anni fa fedeltà alla Repubblica italiana, e non sono venuto meno a quel giuramento nemmeno per un istante.”

Eppure c’è chi l’ha definita addirittura un “golpista”…

“È la cosa che mi ha fatto più male, nel mio vocabolario quella parola non esiste.”

Secondo lei è possibile fare un colpo di Stato su Facebook?

“Non scherziamo. Non è una barzelletta. È evidente che per fare una cosa del genere si agisca segretamente.”

Come spiega questo polverone?

“Forse il gergo militaresco ha fuorviato qualcuno, anche se l’ho usato in modo palesemente metaforico.”

Ha parlato di una “guerra”…

“Sì è vero, ho usato la parola guerra per definire l’emergenza coronavirus. Non sono certo il primo ad approfittare di questa metafora, eppure nel mio caso ha inspiegabilmente fatto grande scalpore…”

Lei però ha invocato l’intervento dell’esercito…

“E allora? Sono tanti gli amministratori locali che chiedono l’intervento dei nostri militari per controllare che le misure anti-contagio vengano rispettate. Sono dei sovversivi anche loro?”

E del coprifuoco che mi dice?

“Era semplicemente un’esortazione a restare a casa.”

Nel suo mirino c’è anche la classe politica…

“Non inizi pure lei ad usare metafore che sennò non la finiamo più (ride). Intendevo solo dire a chi ci governa che in momenti simili c’è bisogno di dare un segnale di vicinanza.”

Ad esempio?

“Credo che il premier Conte farebbe meglio a fare meno dirette Facebook e più visite negli ospedali, con le dovute protezioni ovviamente, per dare una parola di conforto a medici e infermieri. Ho passato 40 anni della mia vita in un reparto speciale, e andavo in missione anche con la febbre, ero sempre pronto a fare il mio dovere. Loro invece non si presentano nemmeno in Parlamento.”

Sembra di sentire parlare Salvini, ma non è che sta pensando a una discesa in campo?

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“Non dica sciocchezze, non è il mio mestiere.”

Però ha assestato una bella stoccata a centri sociali e sardine…

“Non è questione di idee politiche, quei ragazzi movimentano un sacco di persone, mi sarebbe piaciuto vederli più collaborativi. E invece sembra che sappiano tirar fuori la voce solo per andare contro a qualcuno.”

Il ministro della Difesa ha definito le sue parole “gravissime e inaudite”…

“Mi sorge il dubbio che il ministro Guerini le mie parole non le abbia neanche lette, credo che gliele abbaiano riportate. E pure male. In caso contrario lo invito a rileggerle. Sono pronto a mandargli il mio curriculum ed i libri che ho scritto, così si può fare un’idea della persona che sono.”

Dall’Arma sembra stiano valutando provvedimenti contro di lei…

“Non credo che l’Arma possa fare nulla contro un carabiniere in congedo. E non credo che debba sentirsi chiamata in causa, non ho parlato a nome loro, ma da semplice cittadino. Sono sicuro che in questo momento il generale Nistri, un uomo di cui ho grande stima, abbia cose ben più serie a cui pensare.”

È amareggiato?

“Lo sono moltissimo, perchè quasi tutti quelli che mi hanno bollato come sovversivo non conoscono la mia storia. Credo di essere uno dei carabinieri più decorati d’Italia e tutte queste decorazioni non me le hanno regalate. Me le sono conquistate con il sudore e il sacrificio. Ancora oggi indosso il mephisto per proteggere la mia famiglia, mi creda, non è facile.”

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