Il “bimbominkia” Fedez è il nuovo idolo di PD e M5S: Letta e Di Maio attaccano la Rai (che controllano loro)







Gara di solidarietà tra i massimi esponenti della politica italiana nei confronti di Fedez dopo lo scontro con la Rai per il discorso tenuto al concertone del 1 maggio. A schierarsi dalla parte del rapper e marito di Chiara Ferragni è il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, intervistato da Radio24: “Ci aspettiamo parole chiare da parte della Rai, di scuse e di chiarimento.

Voglio ringraziare Fedez perché il fatto che una persona come lui parli di questi temi con la forza con cui ne ha parlato lui rende possibile rompere i tabù per i quali sembra che non si possa parlare di diritti perché siamo in pandemia, che non si possa parlare di temi legati al ddl Zan perché siamo in una fase in cui l’uscita dalla pandemia ci obbliga a occuparci solo di queste questioni”. “Noi – ha sottolineato – ci occupiamo di pandemia, riaperture e occupazione, ma non vuol dire che non si debbano fare battaglie per i diritti. Io sono grato – conclude Letta – a Fedez per le parole molto forti che ha usato ieri e che condividiamo in pieno”.

In un post su Facebook Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri, ha sposato la linea del Pd: “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore. Ogni artista deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte. La musica è qualcosa di profondo che molto spesso ci permette di capire e affrontare problematiche legate alle persone e alla nostra società. La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico – accusa il volto noto del Movimento 5 Stelle – non può accettare alcuna forma di censura”.

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