Il battaglione neonazista Azov non si vuole arrendere. Mosca: “Li eliminiamo tutti”. Liberati ostaggi degli ucraini



Di Alessandro Della Guglia – Roma, 17 apr – “Elimineremo chi non si arrende”. L’ultimatum russo è scaduto e Mariupol è a un passo dalla caduta. Ma dopo oltre 50 giorni di guerra, Azov e i marines ucraini asserragliati nell’acciaieria di Azovstav non hanno nessuna intenzione di deporre le armi.

Il ministero della Difesa russo minaccia allora di uccidere tutti coloro che hanno ignorato l’ultimatum che intimava loro la resa a partire dalle 6 ore di Mosca (le 5 in Italia) ed entro il pomeriggio di oggi. “Il regime nazionalista di Kiev, stando a intercettazioni radiofoniche, ha proibito i negoziati sulla resa. In caso di ulteriore resistenza, tutti saranno eliminati”, minaccia il ministero della Difesa russo.

A Mariupol ultimatum russo scaduto, ma Azov non depone le armi

Secondo il Centro di controllo della difesa nazionale russa, i 1500 “marines e combattenti del reggimento Azov assediati nell’acciaieria Azovstal, sono rimasti senza cibo e acqua e avrebbero chiesto al governo di Kiev il permesso di arrendersi. Permesso che sarebbe stato negato. In realtà non si hanno notizie certe in tal senso, anzi, pare proprio che i combattenti ucraini a Mariupol non abbiano avanzato alcuna richiesta in tal senso.

Noi non ci arrendiamo”, avevano già avvisato la scorsa settimana Denis Prokopenko, colonnello del reggimento Azov, e il maggiore Serhiy Volyna, comandante della 36esima brigata dei Marines ucraini in un video pubblicato su Youtube.

Russia: “Liberati ostaggi in moschea turca”

Nel frattempo il Cremlino sostiene che le sue forze speciali hanno liberato degli ostaggi nella moschea turca di Mariupol. “Un’operazione speciale per liberare ostaggi, che erano trattenuti nella moschea turca dai nazisti ucraini, è stata condotta il 16 aprile durante le azioni offensive per liberare Mariupol e su richiesta del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan“, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo, il general maggiore Igor Konashenkov, citato dalla Tass.

Stando sempre a quanto riferito da Konashenkov, nell’operazione delle forze speciali russe sarebbero stati uccisi 29 combattenti, tra cui “mercenari stranieri”. Mentre “gli ostaggi, che sono cittadini di uno dei Paesi della Comunità degli Stati indipendenti, sono stati liberati e trasferiti in una località sicura”, ha specificato il portavoce del ministero russo.

Alessandro Della Guglia

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale