I virologi star della tv si prendono a pesci in faccia. Bassetti vs Crisanti: “Vuoi solo prenderti i titoloni dei giornali”





Di Elena Sempione – Roma, 30 ott – Per alcuni, fare il virologo al giorno d’oggi significa mettersi a sgomitare. Da Roberto Burioni a Ilaria Capua, da Massimo Galli a Fabrizio Pregliasco, è tanta la concorrenza per prendersi le luci della ribalta. E così capita che, ogni tanto, il dibattito degeneri in una rissa da pollaio. È quello che è successo di recente a Matteo Bassetti e Andrea Crisanti.

Galeotto fu il vaccino

Tutto è nato da queste dichiarazioni rilasciate da Crisanti alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, in onda su Rai Radio1: «Chi ha fatto Johnson&Johnson deve fare la seconda dose, perché si è scoperto che non è un vaccino monodose. Chi lo ha fatto a giugno ora di fatto è scoperto. Infatti credo che a breve usciranno comunicazioni a riguardo».

Bassetti replica e Crisanti

Queste parole, tuttavia, non sono per niente piaciute a Matteo Bassetti, che a Crisanti ha risposto per le rime: «Nel nostro Paese a qualcuno piace fare “al lupo al lupo” per prendersi i titoloni e le prime pagine dei giornali. Ma così non facciamo il bene della gente». Stando all’infettivologo Bassetti, infatti, «i dati relativi al vaccino Johnson&Johnson, pubblicati a luglio, dicono che c’è una risposta sostenuta e robusta per almeno 8 mesi. Dopodiché ci sono state segnalazioni che hanno evidenziato che, dopo 2 mesi, i soggetti che hanno fatto la monodose vedono una riduzione della protezione».

Questa constatazione, però, per Bassetti non giustifica affatto l’allarmismo di Crisanti: «Cominciare a ridursi non significa che a due mesi scompaiono gli anticorpi». Insomma, «stiamo attenti a comunicare, altrimenti le persone che hanno fatto questo vaccino pensano di non essere coperte e non è così. Non terrorizziamo 1,8 milioni di persone in Italia che lo hanno fatto».

Elena Sempione

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