I trafficanti di Open Arms gettano la maschera: “Non accettiamo il porto spagnolo. Dobbiamo sbarcare in Italia”

La Open Arms respinge l’offerta di approdo della Spagna, che aveva messo a disposizione della ong spagnola e dei suoi 107 migranti rimasti a bordo a Lampedusa il porto di Algeciras, in Andalusia. “La situazione è di emergenza umanitaria e dopo 17 giorni in mare, non sono in grado di affrontare un viaggio così lungo”, ha detto un portavoce della ong, secondo quanto scrive il quotidiano di Madrid El Pais. “Non accettiamo la Spagna. Non possiamo mettere insieme la sicurezza e l’integrità fisica degli immigrati e dell’equipaggio. Dobbiamo sbarcare ora”.

L’obiettivo, insomma, era e resta Lampedusa, anche se secondo un rapporto della squadra mobile di Agrigento salita a bordo della nave in mattinata la situazione tra i migranti non sarebbe “di emergenza sanitaria“, ma solo di logica e comprensibile stanchezza e stress emotivo. Una volta appresa la proposta spagnola, tra l’altro, alcuni migranti si sarebbero buttati in mare per la disperazione nel tentativo di raggiungere a nuoto il suolo italiano.

“Cos’altro serve a Matteo Salvini per la sua campagna politica? I morti?”, provoca ancora Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ribadendo su Twitter come la nave sia “da 17 giorni sotto sequestro”. Dal canto suo, il ministro degli Interni tiene la barra dritta e predica linea dura e porti chiusi: “Se serve, vado in galera a testa alta”.

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