I talebani sono tra noi: Scandiano, Madonna decapitata e chiesa completamente distrutta dai “vandali”


Di Elisa Pederzoli – Adriano Arati –  SCANDIANO. La statua della Madonna decapitata. È forse questa l’immagine che più colpisce del brutale vandalismo nella piccola chiesa di Ca’ de Caroli. Ma chi è entrato nell’edificio adiacente – dove bambini e ragazzi si riuniscono per il catechismo e le attività ricreative – poi nella sagrestia e quindi nella pieve parla di una devastazione cieca: chi è stato qui non ha risparmiato quasi niente.

Solo il crocefisso è rimasto appeso al suo posto, dietro all’altare. E ora domina su una chiesa inspiegabilmente presa di mira. Mentre la comunità, tutta, si interroga, i carabinieri indagano e repertano ogni traccia lasciata dai vandali. E di tracce ne hanno lasciate perchè non hanno solo distrutto, ma lì dentro ci hanno passato del tempo, bevendo dalle bottiglie di vino che hanno trovato.

Il giorno dopo la scoperta di quanto accaduto, è il tempo dello sgomento, della condanna, ma soprattutto è il tempo degli investigatori. I carabinieri della tenenza di Scandiano con i colleghi del reparto scientifico sono stati a lungo sul posto anche ieri, dopo il primo sopralluogo digiovedì pomeriggio quando lo scempio è stato scoperto.

La chiesa è chiusa dal pomeriggio di domenica. La convizione è che chi ha agito sia entrato in azione tra domenica sera e lunedì. Anche se solo giovedì quando l’edificio sacro è stato riaperto è avvenuta la dolorosa scoperta. La procura è stata prontamente informata dell’accaduto. E attende gli accertamenti degli investigatori per trarre le prime conclusioni: a partire da quali reati sono stati commessi. Il danneggiamento è certo, ma il fatto che siano stati presi di mira simboli religiosi potrebbe portare a contestare reati di natura sacrilega.

Per il momento, gli uomini dell’Arma non si sbilanciano e lavorano. Le ipotesi sul campo sono diversi e nessuna viene a priori scartata: dal vandalismo gratuito da parte di qualche banda, da un’azione motivata da un risentimento o, appunto, da un’azione contro la Chiesa e la religione. Se di questa ultima ipotesi è convinta la Diocesi, una incursione pochi giorni fa anche nella vicina chiesa di Jano potrebbe avvalorare anche l’azione di vandali. Per ora, si resta ai fatti. E i segni raccontano dell’effrazione avvenuta attraverso la porta dei locali dove si svolge il catechismo. Anche qui gli autori della distruzione non hanno risparmiato niente, da mobili, giochi, libri.

Quindi sono passati in sagrestia dove hanno messo in atto la stessa cieca distruzione. Ma qui hanno bevuto il vino ed è qui così che ritengono gli investigatori i vandali hanno lasciato traccia. Di certo, tutto quanto repertato sarà sottoposto agli accertamenti del Ris. Anche due galline, allevato a 50 metri dalla chiesa dalla perpetua sono state trovate morta, hanno raccontato sul posto. Difficile dire se c’entri con quanto accaduto. Sul posto non sono state trovate scritte, né rivendicazioni.

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