I servizi segreti italiani smontano le bufale di Repubblica e Il Fatto: “Nessuna emergenza antisemitismo in Italia”


Di Davide Di Stefano – Roma, 3 mar – I lettori di Repubblica ma anche del Fatto Quotidiano vivono in una realtà parallela. In questo mondo a loro uso e consumo il pericolo più serio per la sicurezza nazionale è il neonazismo. Così le due testate hanno interpretato la relazione annuale dei servizi segreti “sulla politica dell’informazione per la sicurezza” inviata al Parlamento.

Questo il titolo di Repubblica: “L’allarme dei Servizi segreti: “Il rischio dei neonazi e la tenuta democratica minacciata dalla propaganda istigatoria”. Questa cosa qui ha un nome chiaro e preciso: disinformazione. Nella relazione del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) diretto da Gennaro Vecchione non si parla mai di neonazismo come minaccia per la “tenuta democratica” dell’Italia. Tra l’altro, nelle oltre 100 pagine di relazione  – che potete consultare a questo indirizzo – la parte relativa alla destra radicale è assolutamente minoritaria e relegata in fondo al documento. Eppure, così come accaduto con la relazione dello scorso anno, ai media mainstream sembra interessare (quasi) solo quella.

Un po’ di numeri

Ma procediamo con ordine. Cosa c’è scritto veramente nella relazione dei servizi segreti pubblicata il 2 marzo 2020? Partiamo con un po’ di percentuali su quelle che sono le reali minacce. Di tutte le informative/analisi che l’Aise (sicurezza esterna) ha inviato a enti istituzionali e forze di polizia nel 2019, solo il 3% fanno riferimento all’eversione (anarchici, estrema sinistra, estrema destra tutti insieme). Mentre per capirci, il 37% fanno riferimento al pericolo del terrorismo internazionale. Molto più minacciosa dell’eversione è anche l’immigrazione clandestina, con l’8% delle informative. Passando al fronte interno, ovvero alle informative realizzate dall’Aisi, la questione cambia ma non troppo. Qui il terrorismo internazionale arriva addirittura ad occupare il 53% del totale, mentre l’eversione è al 12 per cento, quasi stessa cifra delle minacce relative alla sicurezza economico-finanziaria al 10%.

Criminalità organizzata e Mafia nigeriana

La prima metà della relazione è praticamente dedicata quasi esclusivamente all’analisi degli scenari geopolitici internazionali. La prima minaccia analizzata è “all’economia e al sistema paese”, dove si spiega l’importanza di tutelare gli asset strategici, il nostro sistema finanziario, la necessità della Golden Power etc. Ampio spazio dedicato anche alla criminalità organizzata, con riferimento alle “tradizionali” Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, clan baresi e foggiani. Tra le mafie straniere parecchia attenzione incentrata sulla mafia nigeriana, a cui vengono dedicati anche alcuni approfondimenti. Questo un passaggio della relazione dei nostri 007: “L’attenzione dell’intelligence è rimasta elevata pure per ciò che concerne i sodalizi nigeriani cd. cultisti, che, seppure duramente colpiti sul piano investigativo e giudiziario, hanno continuato ad evidenziare un sostenuto attivismo specie nel narcotraffico e nello sfruttamento della prostituzione”.

Terrorismo e immigrazione

Dopo la rassegna sulle mafie seguono nella relazione del Dis ben 13 pagine dedicate al “Terrorismo jihadista”, in cui si spiega l’evoluzione della fazioni islamiste, la concorrenza tra Al Qaida e l’Isis. Le difficoltà dello Stato Islamico dopo la morte di Al Bagdadi etc. Cosa arriva dopo il pericolo del terrorismo islamico? Forse i fascisti? No. Ci sono quasi dieci pagine dedicate all’immigrazione clandestina, alle reti dei trafficanti, all’evoluzione degli arrivi con un focus sui cosiddetti “sbarchi autonomi” sempre più in aumento.

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