I nemici degli italiani del PD in “gita” a Lampedusa per celebrare l’atto di pirateria della Sea Watch


Di Alessandro Della Guglia – Roma, 26 giu – Fregarsene di leggi, confini e sovranità degli Stati sembra proprio essere l’obiettivo di Sea Watch. La nave Ong capitanata dalla tedesca Carola Rackete, ha deciso così di entrare nelle acque italiane senza alcuna autorizzazione, pronta a far sbarcare gli immigrati fatti salire a bordo vicino alle coste libiche. Anzi, in seguito al niet più volte ribadito dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e al ricorso rigettato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la Sea Watch ha mostrato di perpetuare la sua provocazione, che poi è ben più di una provocazione ma una forzata sfida illegale al governo italiano. Perché è piuttosto sintomatico che si faccia appello alla Cedu per poi sbattersene delle decisioni della Cedu.

Di fronte a un’organizzazione non governativa che decide di violare le leggi nazionali, uno si aspetta che il principale partito di opposizione faccia quadrato con l’attuale esecutivo e mostri quel senso di responsabilità tanto sbandierato e invocato, quanto puntualmente disatteso nel momento in cui dovrebbe venir fuori. Infatti il Pd ha deciso di andare allo scontro con il governo e in particolare con Salvini, sostenendo a spada tratta l’iniziativa della Sea Watch che punta a scardinare le frontiere italiane. I parlamentari del Pd, Graziano Delrio (capogruppo alla Camera), Matteo Orfini e Fausto Raciti hanno annunciato che stasera si recheranno a Lampedusa “per testimoniare la solidarietà dem ai migranti della Sea Watch 3”.

Il Pd a Lampedusa

E’ piuttosto grave che il Partito Democratico si faccia beffe delle regole, cercando di vestire i panni del buon samaritano ma evidentemente passando da sabotatore. “La #seawatch ha scelto di entrare a Lampedusa. Questa sera insieme a una delegazione del @pdnetwork e di altri gruppi sarò anche io lì, a ringraziare l’equipaggio per aver salvato delle vite umane. E a contrastare la barbarie di chi chiude i porti”, ha scritto Matteo Orfini su Twitter. Una dichiarazione che la dice lunga sulla sensibilità del Pd, visto che un deputato rimarca “la scelta” di un’organizzazione non governativa come se fosse insindacabile e giusta di per sé, dunque da supportare.

“Non far sbarcare i naufraghi è deplorevole, un atto disumano di cui Salvini dovrà rendere conto, prima di tutto alla sua coscienza. Dalla @SeaWatchItaly nessuna provocazione politica, solo la richiesta d‘aiuto: basta giocare con la vita delle persone, governo autorizzi lo sbarco”, così ha scritto ieri, sempre su Twitter, il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio. E’ chiaro a tutti che quella della Ong olandese è una palese provocazione politica, ma al Pd no. Il Pd sostiene il contrario e si unisce alla provocazione.

Di Alessandro Della Guglia

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