Green Pass, sit-in alla Sapienza contro le discriminazioni: “Vogliono creare la società del controllo” (Video)


Da Miriam GualandiUniversità La Sapienza, Roma. Uno degli atenei più antichi d’Europa, dove hanno studiato e insegnato moltissimi uomini e donne che hanno contribuito a rendere grande l’Italia in un passato sempre più lontano. Ebbene qui si è svolta una scena che mai avremmo voluto vedere.

Da una parte, in fila ordinati con il loro green pass ben stretto in mano gli studenti pronti per il test di medicina. Dall’altra parte la protesta silenziosa degli studenti senza green pass: stessi doveri, tasse da pagare, esami da superare ma diritti diversi, senza vaccino o tampone ogni 48 ore non si può partecipare alla vita universitaria. Un’ingiustizia di fronte a cui anche alcuni docenti non riescono a restare in silenzio.

A sostenere la protesta degli studenti romani c’è il professor Paolo Gibilisco, professore di probabilità e statistica matematica a Tor Vergata, che definisce “indecente” quanto sta accadendo in queste ore: “tutto ciò non ha niente a che vedere con la politica sanitaria ma è una sorta di test per la società del controllo che si vuole creare”.

Gli studenti avevano portato con sé dei libri, dalla filosofia alla giurisprudenza alla teoria musicale: sono i libri che stanno studiando, quelli su cui si stanno formando e che hanno contribuito a creare il loro spirito critico. “Mi chiedo da quant’è che l’Università, che è uno dei pilastri fondamentali all’interno della società“, ci dice una ragazza, “accetta decisioni dogmi in maniera passivi calati dall’alto senza che ci sia un confronto e un dibattito“.

 

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