Grazie ai magistrati di sinistra la Sea Watch va all’assalto: la nave di Rackete torna a “pesca” in acque libiche


 – Un video di 21 secondi dove si nota la prua della nave diretta verso l’uscita del porto ed un post che annuncia la ripresa delle attività oramai imminente. È in questa maniera che su Twitter nelle scorse ore l’Ong tedesca Sea Watch ha annunciato il ritorno in mare della Sea Watch 3, la nave capitanata da Carola Rackete protagonista il 29 giugno scorso dello speronamento di una motovedetta della Guardia di Finanza all’imbocco del porto di Lampedusa.

Un fatto quello piuttosto eclatante, sotto il profilo sia mediatico che politico e che ha contraddistinto la stagione dello scontro tra l’allora governo gialloverde e le Ong impegnate nel Mediterraneo. Dopo quanto accaduto in quel mese di giugno, la nave è rimasta per diversi mesi sotto sequestro all’interno del porto di Licata.

Il tutto perché la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo nei confronti di Carola Rackete, con l’indagine che è tutt’ora in corso e per la quale sono stati chiesti nei giorni scorsi ulteriori sei mesi di proroga.

La Sea Watch 3 è stata dissequestrata il 25 settembre, ma non ha potuto subito riprendere la via del mare in quanto sulla nave pendeva un fermo amministrativo. Un atto contro il quale i legali dell’Ong tedesca hanno fatto ricorso, accolto il 19 dicembre dalla sezione civile del tribunale di Palermo.

Da quel momento sono iniziate le fasi preparatorie per riportare la nave in mare: “Sea Watch 3 sta finalmente tornando nel Mediterraneo centrale – si legge nel tweet dell’Ong tedesca – I continui respingimenti in Libia e i ritardi nei soccorsi di Malta e Italia, a cui Moonbird quotidianamente assiste, dimostrano quanto sia urgente la nostra presenza in mare”.

Una dichiarazione dunque che lascia presagire un ritorno alla situazione in cui, nella scorsa primavera ed all’inizio della scorsa estate, la Sea Watch 3 era tra le navi Ong più attive nello specchio d’acqua in cui scorre inesorabile la rotta libica dell’immigrazione.

Una rotta che, in questo inizio di anno, ha fatto registrare numeri quasi da emergenza con aumenti di partenze verse l’Italia nell’ordine del 500% rispetto allo scorso anno. Il 2020 da questo punto di vista si è aperto in modo molto preoccupante: dal 1 gennaio ad oggi, sono approdati in Italia 1.935 migranti, a fronte dei 215 dello stesso periodo del 2019.

L’altra nave Ong ancora ferma al porto era la Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, ma il 5 febbraio scorso la sezione civile del Tribunale di Palermo ha proceduto al dissequestro del mezzo.

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