Grazie a governo e magistrati “buonisti” sono stati scarcerati 8.551 criminali con la scusa del coronavirus


Dall’inizio dell’emergenza coronavirus ci sono 8.551 detenuti in meno nelle carceri italiane, un calo del 13,9 per cento in appena due mesi e mezzo: da 61.230 a 52.679, a fronte di 50.931 posti disponibili. Sono dati diffusi questa mattina dall’associazione Antigone, che si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario, nel XVI rapporto sulle condizioni di detenzione.

«Da fine febbraio al 19 marzo – fanno sapere dall’associazione – il numero di detenuti è calato di 95 persone al giorno». Una tendenza accentuata ulteriormente dal decreto “Cura Italia”: dal 19 marzo al 16 aprile, infatti, il numero di detenuti cala di 158 persone al giorno. «Dal 16 aprile in poi il clima cambia. Si pone il tema delle scarcerazioni di persone appartenenti alla criminalità organizzata e così le presenze in carcere calano di 77,3 presenti al giorno, meno della metà di prima», sottolinea l’indagine.

Conseguenze anche sul sovraffollamento, diminuito dal 130,4 per cento degli ultimi giorni di febbraio al 112,2 per cento di metà maggio: una diminuzione del 18 per cento.

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