Gli ucraini in rivolta contro Zelensky e consorte: la posa su Vogue non è andata giù al popolo in guerra


Da Il Tempo – “Il ritratto del coraggio”. La rivista di moda Vogue ha dedicato la copertina alla first lady ucraina Olena Zelenska, moglie del presidente Volodymyr Zelensky, che si racconta in una lunga intervista. Un colloquio «a cuore aperto» in cui la donna parla della guerra. “Questi sono stati i mesi più terribili della mia vita e di quella di tutti gli ucraini”, ha detto Zelenska alla giornalista.

Ma le dichiarazioni, in Italia e non solo, sono finite in secondo piano. A indignare l’opinione pubblica sui social, infatti, sono le immagini di lei insieme al marito, immortalati dalla fotografa Annie Leibovitz. Scatti che la ritraggono, fresca di messa in piega e make up, seduta sugli scalini di una residenza presidenziale trasformata in un bunker. E ancora lei, avvolta in un lungo cappotto blu, accanto a un gruppo di soldatesse ucraine.

Un’altra la vede insieme al marito nella residenza presidenziale: in una foto è con lui, mano nella mano. In un’altra, Zelensky la abbraccia, protettivo. Nella didascalia, il nome dei brand indossati dalla first lady, tutti rigorosamente ucraini. Lui, vestito con pantaloni e maglietta verdi, come ormai siamo abituati a vederlo nei suoi video in cui racconta la drammaticità del momento e lancia appelli ai grandi del mondo per chiedere aiuto.

Durissime le opinioni sui social. Su Twitter, con l’hashtag #ZelenskyWarCriminal, in poche ore si sono moltiplicati i commenti di disapprovazione: “Questo soggetto è nel mezzo di una guerra, il suo paese viene distrutto e la sua gente muore sotto le bombe. E lui posa su Vogue”, “Ciao, noi siamo gli Zelensky e siamo affranti per il nostro popolo che sta combattendo una sanguinosa guerra. Mandateci più soldi e più armi.

Ma soprattutto più soldi”. E ancora: “L’attore continua la sua commedia tra apparizione tv, interviste e copertine patinate sulle riviste. Il classico uomo in guerra. Intanto il suo popolo muore”, “Inopportuno atteggiamento narcisistico mentre nel suo paese tutti i giorni si muore”. Tra i critici anche il politologo americano Ian Bremmer, presidente e fondatore di Eurasia Group: “Zelensky ha fatto un lavoro straordinario nel battere i russi nella guerra dell’informazione. Ma il servizio fotografico di moda in tempo di guerra è una pessima idea”.