Gli avvocati di Oseghale la buttano sul razzismo: “Non l’ha uccisa lui. Sconta la colpa di essere nigeriano”




di Leo Malaspina – Nuova udienza oggi del processo davanti alla Corte di Assise di Macerata che vede imputato Innocent Oseghalecon l’accusa di aver violentato Pamela Mastropietro approfittando del suo stato di inferiorità, di averla uccisa e di averla poi fatta a pezzi. La parola è andata alla difesa del nigeriano, che ha ammesso di aver depezzato il cadavere ma sostiene di non aver violentato la ragazza e di non averla uccisa.


«Il quadro probatorio desta incertezza e l’attenzione mediatica non ha giovato alla ricerca della verità», ha detto, nella sua arringa davanti alla Corte di Assise di Macerata, l’avvocato Simone Matraxia, che insieme al collega Umberto Gramenzi è legale di Innocent Oseghale. «Il clamore mediatico, dovuto innanzitutto alla morte di una giovane ragazza, una morte assurda, drammatica e incomprensibile nella sua genesi, la nazionalità dei soggetti coinvolti e il fatto connesso ossia l’episodio di Traini: tutti questi elementi hanno fatto in modo di amplificare in maniera spropositata una vicenda gravissima», ha osservato l’avvocato secondo il quale tutto ciò ha fatto sì che “le indagini subissero un’accelerazione per consegnare i responsabili e ciò non ha giovato”.

Matraxia, secondo il quale c’è stata “una forsennata ricerca dei colpevoli”, ha sostenuto tra l’altro che testimonianza del “fallimento dell’ipotesi accusatoria” è anche la valutazione che fece il gip rispetto al primo quadro indiziario quando il carcere fu confermato ma non per la contestazione di omicidio.

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