Germania e Austria si rifiutano di accogliere i clandestini afghani: “Qui non li vogliamo”. E l’Italia?


Di La situazione a Kabul è ancora in evoluzione ma in Europa la questione relativa ai profughi afghani sta già creando pesanti fratture. Questo vale soprattutto per la Germania, Paese chiamato alle urne il mese prossimo. Il candidato della Cdu/Csu alla cancelleria, Armin Laschet, ha già fatto sapere di essere contrario all’accoglienza dei profughi.

Il successore designato da Angela Merkel in tal senso non ha avuto dubbi. “Io credo – ha dichiarato sull’emittente Wdr Laschet – che non dovremmo adesso diffondere il segnale che la Germania possa accogliere tutti coloro che sono in difficoltà”. Il riferimento è alle migliaia di persone assiepate all’interno dell’aeroporto di Kabul in attesa di fuggire in aereo.

Le immagini arrivate nelle scorse ore dalla capitale afghana hanno destato scalpore in tutto il mondo. Con l’arrivo dei Talebani in città, in tanti stanno provando la fuga. Tra di loro ci sono interpreti che hanno lavorato con la coalizione internazionale, persone vicine al governo collassato con l’avanzata islamista, ma anche donne, giornalisti e attivisti che temono reazioni e ritorsioni da parte talebana.
Si tratta di gente che da 24 ore vive nel panico e prova con ogni mezzo a salire su un aereo. Anche a costo di invadere la pista dello scalo di Kabul oppure di aggrapparsi ai carrelli di velivoli militari in fase di decollo. Circostanza quest’ultima filmata e ripresa sui social nelle scorse ore e che avrebbe provocato la morte di diverse persone.

Da qui gli appelli affinché i Paesi occidentali in primis, con i quali molti profughi hanno collaborato, si facciano carico dell’evacuazione dall’Afghanistan. Ma il timore di molti governi europei è quello di dover far fronte poi a nuove emergenze umanitarie in casa propria. Si spiega così la presa di posizione da parte di Laschet. “Per i profughi afghani – ha aggiunto il candidato della Cdu – si potrebbe profilare un aiuto da dare sul posto”.

Le dichiarazioni dell’esponente del centro-destra tedesco hanno subito innescato molte polemiche. I Verdi hanno parlato di dichiarazioni poco consone all’attuale momento che si sta vivendo. Diversi media tedeschi hanno sottolineato il cambiamento di linea rispetto al 2015, quando il governo della Cdu guidato da Angela Merkel ha aperto le porte della Germania a tutti i profughi provenienti dalla rotta balcanica. In quell’occasione più di mezzo milione di siriani sono entrati in territorio tedesco.

Ma a livello mediatico quell’episodio ha rappresentato un importante danno politico per la stessa Merkel. Forse per questo il “suo” candidato oggi ha subito sbarrato ogni ipotesi di accoglienza di massa dei profughi afghani.

Una posizione che non è sostenuta soltanto a Berlino. L’Austria ad esempio ha parlato della possibilità di accogliere sì gli afghani, ma nei Paesi dell’Asia centrale e non in Europa. “Se i rimpatri non sono più possibili a causa delle restrizioni imposteci dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo – hanno dichiarato i ministri austriaci di Interni ed Esteri, Karl Nehammer e Alexander Schallenberg – devono essere prese in considerazione alternative. I centri di espulsione nella regione intorno all’Afghanistan sarebbero un’opportunità”.

Intanto proprio da Berlino è arrivata la notizia dell’impossibilità di far atterrare anche i mezzi militari a Kabul. L’aviazione tedesca ha dovuto sospendere i voli verso la capitale afghana degli aerei destinati a riportare in patria i cittadini ancora bloccati in Afghanistan. E questo per via della presenza lungo le piste di centinaia di persone.

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