Gaza, i raid israeliani hanno causato 44 morti civili di cui 15 bambini. Ma per Di Maio non è colpa di nessuno


Da Byo Blu – Il nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha le idee piuttosto chiare: quando c’è un aggressore e un aggredito, l’Italia non deve esitare a schierarsi dalla parte di quest’ultimo. Nel vocabolario dell’inquilino uscente della Farnesina i termini di aggredito e aggressore risultano però spesso intercambiabili, a secondo della latitudine del conflitto, o meglio a seconda delle indicazioni che arrivano da oltreoceano.

Aggrediti e aggressori spariscono in Palestina

Prendiamo per esempio la nota pubblicata dal Ministero degli Esteri in relazione all’attuale situazione a Gaza, in Medio Oriente: “La Farnesina segue con grande preoccupazione l’escalation in corso a Gaza e le notizie di vittime tra la popolazione civile palestinese. L’Italia condanna con fermezza il lancio di razzi verso il territorio israeliano e ribadisce il diritto di Israele di garantire la sicurezza dei propri cittadini”.

Ecco che in questo caso le categorie assolute di aggredito e aggressore assumono contorni più fumosi. La Farnesina parla infatti di “vittime tra la popolazione civile palestinese” senza però specificare l’informazione più importante: chi ha provocato la morte di questi civili?

Secondo il dicastero di Di Maio i civili palestinesi sarebbero quindi deceduti così, per caso. D’altra parte l’ex 5 Stelle condanna il lancio di razzi palestinese, giustificando l’eventuale risposta israeliana. Eppure non è troppo difficile ricostruire gli eventi accaduti in terra palestinese negli ultimi giorni.

Bombardamenti “preventivi” su Gaza

È un dato di fatto che le forze armate israeliane abbiano iniziato a bombardare la striscia di Gaza lo scorso venerdì. Perché? Sono le stesse autorità di Tel Aviv a dirlo: si trattava di un’azione preventiva. Israele aveva infatti intenzione di colpire alcuni esponenti del gruppo Jihad islamica, una delle due fazioni che insieme ad Hamas ha il controllo della Striscia di Gaza.

Quindi nel vocabolario secondo Di Maio uno Stato aggressore può diventare l’aggredito, ma solo se si trova in Medio Oriente e gode del supporto finanziario da parte degli Stati Uniti. Come spesso accade, fin da subito, i bombardamenti israeliani sono poi apparsi tutt’altro che mirati, causando danni brutali anche tra la popolazione civile.

Il primo attacco di venerdì ha causato subito 10 morti civili, tra cui una bambina di cinque anni. Il bilancio è andato poi peggiorando nelle ore successive: 44 civili uccisi, di cui 15 bambini e 350 persone ferite. Quindi le vittime civili che secondo la Farnesina sarebbero morte chissà per quale strano caso, sono invece il risultato di un deliberato attacco da parte israeliana.

Gaza: una prigione a cielo aperto

Alle bombe israeliane è seguita la risposta da parte palestinese. Diversi razzi sono partiti dalla Striscia di Gaza verso lo Stato ebraico, senza tuttavia causare feriti o vittime tra la popolazione civile. Occorre anche sottolineare che la maggior parte dei missili palestinesi non sono nemmeno arrivati a destinazione, perché intercettati o perché esplosi anzi tempo. Questa è d’altronde l’evidente disparità tecnologica tra le forze israeliane e quelle palestinesi.

L’incursione israeliana si somma al lungo elenco di attacchi ciclici contro la Striscia di Gaza: 2008, 2012, 2014 e 2021. Nel frattempo ricordiamo che il territorio di Gaza e i suoi 2 milioni di abitanti vivono da oltre 15 anni con un blocco terrestre e marittimo imposto da Israele. Tel Aviv lascia entrare a Gaza solo un quarto delle merci che normalmente arrivavano, mentre impone il diritto di pesca non oltre le 3 miglia nautiche dalla costa.

Gaza è quindi una prigione a cielo aperto su cui ciclicamente piovono bombe, ma guai a dire che si tratta di uno Stato aggredito.

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