Garavaglia attacca Speranza: “Il tampone per chi entra in Italia? Una mazzata per il turismo”. Ma al governo c’è pure lui





Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 16 dic – Tampone per chi entra in ItaliaGaravaglia avverte che per il turismo sarà una “mazzata inaspettata, avremmo dovuto parlarne di più”. Il ministro leghista del Turismo lamenta che il premier ha deciso senza preavviso mettendo in difficoltà l’intero settore. E anche i viaggiatori.

Garavaglia: “Tampone per chi entra in Italia mazzata per il turismo”

L’obbligo di tampone – vaccinati compresi – ed eventuale quarantena per chi arriva in Italia dai Paesi Ue, sono un duro colpo per il turismo. Garavaglia non condivide l’ordinanza firmata dal collega della Sanità, Speranza. “E’ una mazzata inaspettata, purtroppo non se ne è parlato a sufficienza e sarebbe stato meglio discuterne più approfonditamente“, afferma in un’intervista al Corriere della Sera.


“Intendo dire che il problema non è la misura in sé, ma l’assoluta impossibilità da parte degli operatori del settore di programmare l’attività”. “Una misura così, introdotta dall’oggi al domani, crea enormi problemi a chi doveva mettersi in viaggio“, fa presente il ministro.

“Serviva un preavviso”

“Se proprio andava fatto, poteva essere stabilito con un preavviso di una settimana. In questo momento quello che serve non è una comunicazione martellante, bensì la capacità di trasferire messaggi corretti, come, per esempio, che si può andare in montagna a sciare anche se una regione è arancione”, obietta Garavaglia. Sì, è vero: peccato che per sciare serve il super green pass, ma questo il ministro non l’ha detto.

La restrizione imposta dall’Italia ha infuriato l’Ue

A proposito di green pass, la decisione di Draghi di imporre il tampone per entrare in Italia ha mandato su tutte le furie l’Ue, visto che il certificato verde è sufficiente per circolare nei Paesi membri. Ma il governo italiano ha imposto una restrizione ulteriore, senza peraltro avvisare preventivamente la Commissione Ue. Tanto che – come ha avvisato ieri Bruxelles – la decisione di Draghi sarà discussa al Consiglio europeo di oggi. “Le restrizioni devono essere giustificate dalla situazione reale”, fa presente l’Ue. E in Italia la situazione non è grave, tra tasso di vaccinazione sopra l’85% e numero dei contagi assolutamente contenuto.

L’ordinanza di Speranza causerà un’ondata di cancellazioni verso l’Italia

Secondo l’ordinanza del ministro della Salute Speranza, il tampone è obbligatorio per entrare in Italia sia per turisti stranieri sia per connazionali che rientrano dall’estero. All’atto dell’imbarco, oltre al green pass dunque bisognerà presentare l’esito negativo di un tampone antigenico effettuato nelle 24 ore precedenti (e non più 48) o di un tampone molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti.

Chi non presenterà la certificazione verde ma ha un tampone negativo, quindi i non vaccinati o guariti, dovrà sottoporsi ad autoisolamento per cinque giorni ed effettuare un tampone alla fine. Chi quindi non avrà modo di fare un tampone si vedrà rifiutato l’imbarco. Una misura che causerà una nuova ondata di cancellazioni verso l’Italia. E che farà desistere dal viaggiare anche i nostri connazionali.

I numeri della crisi del settore

“L’ulteriore giro di vite su tamponi e quarantena appena deciso dal ministro Speranza in relazione ai viaggi in Europa e la conferma delle chiusure sulle mete extra Ue rappresentano un’ulteriore mazzata per il settore del turismo organizzato che va indennizzato subito e in maniera congrua“. Lo denuncia in una nota Franco Gattinoni, presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio. La mazzata in termini numerici è davvero pesante.

Coldiretti, basandosi su dati Bankitalia, fa presente che il giro di vite colpisce quei sei milioni di viaggiatori stranieri che nell’ultimo anno, prima della pandemia, sono arrivati in Italia in prossimità delle feste di Natale e Capodanno. Ma anche gli italiani che le avevano programmate fuori confine per quest’anno, circa 800mila, comunque il 58% in meno rispetto ai 2,1 milioni del 2019. Le nuove restrizioni dunque di certo rimandano a data da destinarsi la ripresa del turismo.

Adolfo Spezzaferro

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