Gad Lerner sempre dalla parte sbagliata, ora difende pure il killer di Stefano Leo: “Ha problemi psichiatrici”


Di Cristina Gauri – Roma, 3 apr – Dove c’è un indifendibile, ecco che arriva Gad Lerner. Dopo aver recentemente sostenuto le ragioni dello “speculatore buono” Soros di fronte a un perplesso Formigli, dopo essersi erto a paladino del dirottatore del bus  Ousseynou Sy schierandosi contro quelli che gli vorrebbero togliere la cittadinanza in conseguenza del gesto criminale che mise a repentaglio la vita di 51 studenti delle medie, ecco l’endorsement al tagliagole di Torino: in questo caso, la furia omicidia del marocchino verso il 33enne biellese Stefano Leo viene declinata secondo il paradigma del sempreverde “gesto di un depresso”.

Ed ecco quindi il suo commento su Twitter: “Il disagio psichiatrico in crescita esponenziale tra gli immigrati non giustifica alcun crimine ma dovrebbe essere affrontato per quel che è: una piaga sociale da curare. Invece il razzismo di governo ne fa il pretesto di una campagna demagogica per la revoca della cittadinanza”.

radical chic, insomma, sono riusciti a creare una patologia nuova (o categoria dello spirito): “il disagio psichiatrico da immigrazione”, il paravento per ogni gesto efferato compiuto da squilibrati stranieri che non hanno alcuna intenzione di integrarsi (e magari sono i primi a reclamare lo ius soli). Ovviamente delle cure psichiatriche dovrebbe farsene carico lo Stato. Del resto, tutta la stampa allineata, da Open al Corriere della Sera, è d’accordo con la narrazione del povero Said vittima di una vita ingiusta e punta il dito contro la presunta strumentalizzazione della vicenda operata dal governo: ma della demagogia e dell’uso strumentalizzante che ne fanno i vari Lerner o Mentana, invece? Il commento migliore lo ha comunque scritto un utente Twitter in risposta a Lerner: “Io sono persona positiva per cui guardo il lato positivo del suo tweet, finalmente ha preso atto e riconosciuto, che le politiche da lei sostenute, ci hanno riempito di psicopatici assassini che uccidono per futili motivi”.

Di Cristina Gauri

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