Furia di Orban contro l’Ue: “L’embargo al petrolio russo è inaccettabile”. E rincara: “No armi a Kiev e sanzioni a Kiriil”





Di Alessandro Della Guglia – Roma, 6 mag – “La proposta di sanzioni Ue al petrolio russo nella sua forma attuale è inaccettabile” e “ne aspettiamo una nuova”. Viktor Orban è una furia e non intende cedere alle pressioni di Bruxelles, ma lascia la porta aperta a una discussione su un altro genere di proposta sulle sanzioni contro Mosca.

“Vogliamo cooperare, non vogliamo conflitti con l’Ue. Se ce ne sarà una che incontra i nostri interessi saremo felici di approvarla, ma c’è una linea rossa nelle sanzioni e finora le sanzioni che abbiamo introdotto hanno causato più problemi all’Europa che alla Russia” e “servono investimenti per cambiare il sistema energetico in 5 anni”, dice ancora il premier ungherese.


Non solo petrolio russo, Orban si oppone a tutta la linea Ue

Orban si oppone anche alle misure introdotte contro il patriarca Kirill: “Non supporteremo proposte che includano leader religiosi nella lista delle sanzioni”. E dice no all’invio di armi all’Ucraina, perché a suo avviso “questa è una guerra fra Ucraina e Russia, non è la guerra dell’Ungheria”.

Una netta presa di distanza dalla linea sin qui adottata dall’Unione europea sul conflitto in atto. Non solo, stando a quanto riportato ieri dal Financial Times, il primo ministro magiaro ha inviato ieri una lettera al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in accusa Bruxelles di “minacciare l’unità dell’Ue con i suoi piani di imporre un embargo sulle importazioni di petrolio russo”.

La posizione di forza del premier ungherese

Orban, rieletto primo ministro dell’Ungheria appena un mese fa, è consapevole di poter agire adesso da una posizione di forza. Sente in qualche modo di non essere pienamente ricattabile. “Questa nostra quarta vittoria consecutiva – disse difatti il premier magiaro festeggiando l’ennesima vittoria elettorale – è la più importante, perché abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso”.

Lanciando poi una frecciata a tutti coloro che a livello internazionale auspicavano una sua sconfitta: “Abbiamo vinto anche a livello internazionale. Contro il globalismo. Contro Soros. Contro i burocrati di Bruxelles. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino”.

Alessandro Della Guglia

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