Freccero sulla manifestazione a Roma: “Cossiga diceva: basta infiltrare una manifestazione per screditarla”


Di Milena Desanctis – «Ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata». È la dura denuncia che Carlo Freccero ha affidato in esclusiva all’Adnkronos commentando i fatti di sabato scorso a Roma.

«Se sostengo il referendum – sottolinea Freccero all’Adnkronos – significa che sono a favore della Costituzione e che voglio difenderla da ogni attacco. Con il referendum vogliamo risolvere l’attuale deficit democratico con le armi della democrazia diretta.

Però anche manifestare è un diritto, diritto costituzionale. Diritto che ormai ci viene negato nei fatti perché ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata. E, come ci ricorda la celebre la frase di Cossiga, basta infiltrare una manifestazione per screditarla», afferma Freccero.

Freccero cita “un episodio”

«Cito un episodio gravissimo che se fosse provato, getterebbe grave discredito sul rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Sembra – afferma Freccero – che un funzionario di polizia in borghese abbia prima partecipato alle cariche contro la polizia ed abbia poi selvaggiamente aggredito a calci e pugni un inerme manifestante. Queste cose sono sempre successe, ma oggi c’è internet.

Immediatamente è partito un appello all’identificazione, che è stata effettuata in tempi brevissimi sulla base delle immagini disponibili. Ometto nome e curriculum per rispetto della privacy e perché manca ancora un riscontro giudiziario. Le denunce penali sono già in corso. C’è un altro grave episodio da chiarire: le foto di un manifestante che nei corridoi della Cgil si cambia d’abito per interpretare il ruolo del fascista», aggiunge Freccero, che conclude: «Il G8 del 2001 si ripete vent’anni dopo».

Le ragioni dell’adesione al referendum

Freccero a metà settembre aveva scritto una lettera al direttore della Stampa, per spiegare  la sua decisione di aderire alla raccolta di firme per l’abolizione del Green Pass. «A persuadermi e coinvolgermi è stato il ragionamento dell’avvocato Paolo Sceusa, che ha lanciato un accorato appello al diritto internazionale prima di denunciare il comportamento del nostro governo, oltremodo scorretto nell’incrinare il patto di lealtà tra istituzioni e popolo».

«Il Green Pass ignora l’appello a evitare discriminazioni»

E poi ancora: «Nella versione italiana pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 15 giugno 2021 – aveva affermato l’ex consigliere di amministrazione della Rai – è stato omesso infatti un passo fondamentale del testo della Gazzetta Ufficiale Europea, e precisamente la frase relativa alle persone che “hanno scelto di non essere vaccinate” e che, ciò nonostante, non devono essere oggetto di discriminazioni.

A nulla è valsa la rettifica del 5 luglio 2021, l’attuale normativa sul Green Pass infatti, ignora totalmente l’appello a evitare discriminazioni. “Il popolo deve avere gli strumenti per decidere”, sostengono i promotori del referendum, un comitato composto in gran parte da giuristi super qualificati».

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