Proposta di Fratelli d’Italia: “Via l’obbligo di esporre la bandiera europea. L’Unione è nemica degli italiani”




 – Sindaci e amministratori locali hanno aderito a quella che ormai viene definita la “rivolta delle bandiere“, una protesta contro l’immobilismo di Bruxelles nella gestione del Coronavirus: un caso recente ha riguardato il Consiglio regionale d’Abruzzo, con il presidente Lorenzo Sospiri che ha ammainato il vessillo dell’Unione europea.

L’atto di ribellione istituzionale è stato sposato dai diversi politici dopo l’iniziativa di Fabio Rampelli, che ha tolto la bandiera dell’Ue e l’ha riposta in un cassetto del suo ufficio. Un gesto molto forte: stando alla portavoce Sabrina Fantauzzi, il video avrebbe registrato oltre 1 milione e 300mila visualizzazioni dirette, 500mila retweet, 350mila commenti e migliaia di messaggi privati. E considerando le visualizzazioni su Facebook, Youtube, Instagram e il rilancio sulla pagina di Giorgia Meloni “si presume il raggiungimento di 5milioni di persone“.

Il vicepresidente della Camera si è detto sorpreso da questo “tsunami di antieuropeismo, trasversale agli schieramenti politici” poiché si sarebbe aspettato solamente “clamore“. Ha fatto notare che pure gli elettori di sinistra “sono allergici a Bruxelles“, anche perché ormai l’Unione europea “è percepita come nemica: ci stringe la borsa agitando come uno scalpo il nostro debito pubblico“.

La proposta

L’intenzione però non è quella di far rimanere quegli atti come una mera dimostrazione: per questo – stando a quanto appreso e riferito in esclusiva da Libero – Fratelli d’Italia nei prossimi giorni provvederà a depositare una proposta di legge con l’obiettivo di eliminare l’obbligo di issare il vessillo blu-stellato accanto al Tricolore. Dalla legge del 5 febbraio 1998, su proposta dell’Ulivo, l’uso era stato imposto per i palazzi del governo, per i Ministeri, per i consigli regionali, per le Provinciali, per le Comunali, per Università e scuole e addirittura in occasione delle elezioni Nazionali.

Secondo Rampelli, promotore della proposta, la legge in questione non ha alcuna giustificazione storica e perciò non può in alcun modo rivendicare la stessa dignità del Tricolore: l’esponente di FdI ha fatto sapere che la proposta era pronta fin dal 2018 ma era stato deciso di temporeggiare “sia per gli attentati di Strasburgo, sia per capire in quale direzione andasse l’Unione con il nuovo Commissario e il nuovo Presidente della Bce“. Tuttavia, anche se il nuovo presidente della Commissione europea si è scusato con l’Italia per il comportamento dannoso ricevuto in passato, Rampelli non si dice affatto convinto: “Le aperture della von der Leyen non mi soddisfano“.

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