Francia, il Senato vuole vietare (giustamente) il velo in pubblico. Estremista lancia la battaglia social: “Giù le mani dall’hijab”







Di – Polemiche in Francia per gli emendamenti che vietano ai minori di 18 anni di indossare il velo in pubblico o nelle competizioni sportivi. E la modella somalo-norvegese lancia una campagna social per difendere l’hijab. Continuano a suscitare polemiche in Francia gli emendamenti approvati dal Senato che dispongono il divieto di indossare il velo o qualunque altro segno religioso in pubblico per i minori di 18 anni. Nel testo si parla in generale di “qualsiasi abbigliamento o vestiario che indicherebbe una presunta inferiorità della donna rispetto all’uomo”. Quindi anche il velo. Ora la palla passa all’Assemblea Nazionale, dove se il provvedimento venisse approvato diventerà legge.

La protesta su Instagram: “Giù le mani dal mio hijab”

Intanto le proteste contro la misura votata dal Senato sbarcano in rete, dove la modella somalo-norvegese Rawdah Mohamed, 122mila follower su Instagram, ha ingaggiato una battaglia in difesa del velo islamico e degli “stereotipi” contro le donne musulmane.

“Hands off my hijab”, “Non toccate il mio hijab”, è la frase impressa sulla mano dell’indossatrice che ha lanciato così una vera e propria campagna social, ripresa da migliaia di donne musulmane, compresa la giovane deputata Usa di origini somale Ilhan Omar e Ibtihaj Muhammad, olimpica di scherma.

Tutte hanno rilanciato lo stesso hashtag per mostrare la loro disapprovazione contro il voto del Senato di Parigi.

“Il divieto di indossare l’hijab è una retorica odiosa che arriva dai vertici dello Stato che avrà un effetto negativo sui valori religiosi e l’uguaglianza”, scrive la modella nel post pubblicato su Instagram.

“Mi rifiuto di lasciar passare tutto questo senza denunciare, è davvero il minimo che possiamo fare per noi stessi e per gli altri”, aggiunge, raccontando alcuni episodi di bullismo subiti in età scolare proprio a causa del velo.

Rawdah condivide un post in cui si parla si accosta il divieto votato dal Senato francese alla “islamofobia” e alla volontà dell’”estrema destra” di decidere sul corpo delle donne.

La battaglia politica

Tra gli emendamenti presentati c’è anche quello che vieta di indossare simboli religiosi per gli accompagnatori degli studenti durante le gite scolastiche e, come ricorda France Info, il divieto esplicito per i minori di indossare il velo “durante le competizioni sportive organizzate dalle federazioni”.

“Penso che non si possa accettare che le ragazze indossino un indumento che le taglia fuori dalla vita, dallo spazio, dal mondo, che le isola e le rinchiude”, ha detto Max Brisson, senatore dei Republicains.

Sarà difficile però che questi emendamenti vengano approvati dall’Assemblea Nazionale, dove i deputati della République en Marche, il partito del presidente Emmanuel Macron, hanno annunciato una ferma opposizione. La battaglia, insomma, è appena iniziata.

Leggi la notizia su SputnikNews


Segui le nostre rassegne su TELEGRAM e su TWITTER