Firenze, aggredite, ferite a colpi di bottiglia e rapinate: la furia di un marocchino contro le donne (video)


Da L’Arno – Ha scatenato il terrore, a Firenze, nel fine settimane. Vittime due giovani donne, una minorenne, ferite a colpi di bottiglia. Le aggressioni sono avvenute tra il centro storico e i viali. Dopo le denunce è scattata la caccia all’uomo e, dopo neanche due ore, è scattato il fermo di un uomo: si tratta di un 26enne marocchino. Accusato di aver messo a segno le rapine è finito dietro le sbarre.

La prima rapina è avvenuta intorno all’una e mezzo di notte in via del Melarancio. La vittima, una ragazza di 17 anni straniera, è rimasta ferita al volto. Agli agenti ha raccontato che stava camminando con un’amica verso piazza dell’Unità Italiana quando all’improvviso le si è avvinato un uomo che, da dietro, l’ha colpita in pieno volto con una bottiglia. La ragazza è caduta a terra e l’uomo l’aggressore ne ha approfittato per portarle via la borsetta.

Un’ora dopo l’aggressore è tornato a colpire un’altra donna, sempre con la stessa modalità violenta. Tre ragazze poco più che ventenni scese dal tram stavano passeggiando in via Rosselli quando l’uomo le ha raggiunte alle spalle scagliandosi contro di loro. L’uomo è stato descritto come magrebino con un giubbotto di due colori e una cicatrice vistosa sul volto. Sempre con una bottiglia in mano l’aggressore è saltato addosso ad una delle ragazze, colpendola sulla testa e al volto, prendendosela poi anche con un’altra giovane che aveva tentato di soccorrere la vittima. Il rapinatore si è fatto consegnare il portafogli e il telefonino dalla ragazza aggredita per prima.

Mentre era già in corso la caccia all’uomo la polizia ha avvistato un soggetto, vicino alla stazione di Santa Maria Novella, che corrispondeva alle segnalazioni. Dopo un controllo gli agenti hanno trovato i sul corpo dell’uomo i segni inequivocabili di una colluttazione e il giubbotto ancora macchiato di sangue. A incastrarlo vi sarebbe il riconoscimento delle vittime e le immagini immortalate da alcune telecamere di videosorveglianza. RInchiuso nel carcere di Sollicciano, il gip ha convalidato il fermo.

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