Finalmente Donald Trump lancia un nuovo social contro la “tirannia delle Big Tech”, si chiama Truth (Verità)


Di Edoardo Gagliardi – Non poteva che essere l’uomo più censurato dai social a creare un social alternativo. Stiamo parlando di Donald Trump, l’ex presidente degli Stati Uniti, lo stesso che non si è mai di fatto rassegnato ad una sconfitta elettorale causata anche dalle continue censure subite da facebook, twitter e affini.

E allora dopo mesi ha deciso di passare all’azione, e certamente i fondi non gli mancano. 875 milioni di dollari, a tanto ammonta l’investimento di Trump per la creazione di una nuova compagnia di comunicazione, la Trump Media and Technology Group.

Tra i maggiori azionisti della società ci sono diversi investitori istituzionali, tra cui Lighthouse Investment Partners, D. E. Shaw & Co. e Radcliffe Capital Management, secondo un deposito presso la Securities and Exchange Commission.

All’interno della TMTG dovrebbe nascere una nuova piattaforma social, chiamata “Truth” (Verità). Il motivo è lo stesso Trump ad annunciarlo: “Voglio combattere lo strapotere tirannico delle Bigh Tech”. E chi se non lui, l’uomo più bannato nella storia dei social?

A rendere più paradossale la vicenda dell’ex presidente americano è il fatto che i social mainstream diano voce ad alcuni non proprio “democratici” e la tolga al presidente degli Stati Uniti.

Viviamo in un mondo dove i talebani hanno una enorme presenza su Twitter, mentre ancora il vostro presidente preferito viene silenziato. Questo è inaccettabile!” – attacca Donald Trump.

Il social Truth inizierà il beta test per utenti selezionati il mese prossimo, con un lancio completo a livello nazionale previsto per il primo trimestre del 2022. La società ha anche accennato ai piani per creare un servizio di video in abbonamento a richiesta noto come TMTG+ che “conterrà programmi di intrattenimento, notizie, podcast e altro ancora“.

Il progetto Truth non è la prima incursione di Trump nel mondo dei social media. A maggio aveva lanciato una piattaforma visivamente simile a Twitter chiamata “From the Desk of Donald Trump“, sebbene in realtà fosse solo un blog personale che avrebbe dovuto consentire agli utenti di ripubblicare le riflessioni di Trump su altre piattaforme tradizionali (molte delle quali continuano mettere al bando lo stesso Trump). Solo pochi mesi dopo, tuttavia, il sito è stato chiuso, non ottenendo molta attenzione nonostante il precedente enorme seguito di Trump su Twitter.

Un altro progetto chiamato “Gettr” è stato lanciato lo scorso luglio da Jason Miller, ex portavoce di Trump, e sebbene la piattaforma continui a funzionare, l’ex presidente è sembrato prendere le distanze dal progetto.

Prima del suo lancio la scorsa estate, la Tv americana Bloomberg ha riferito che Trump non aveva intenzione di unirsi a Gettr e non aveva alcuna partecipazione finanziaria nell’impresa, sottolineando che intendeva creare la propria piattaforma.

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