Ferrara, rifiuta l’Islam e vuole vivere come le amiche italiane: picchiata e sequestrata da padre e fratello


Da La Nuova Ferrara – Ragazza 18enne picchiata e sequestrata perché voleva essere come tutte le sue coetanee: dopo gli arresti e  ei provvedimenti e l’indagine  della Polizia, il tribunale decide una nuova misura di sicurezza  per tutelare la giovane

Il padre era stato arrestato, il fratello aveva avuto il divieto di avvicinarla, perché accusati di maltrattamenti, sequestro, minacce di morte su di lei: una ragazza di 18 anni che non voleva essere musulmana, seguire la religione ma essere solo una ragazza come tutte le altre sue amiche. Ma che era obbligata, secondo il suo racconto poi raccolto dalla Squadra mobile di Ferrara, a tutto questo.

L’inchiesta sul caso va avanti, diversi giorni fa davanti ai giudici di Bologna (competenti per territorio, perché la ragazza viveva all’epoca dei fatti nel Bolognese, oggi a Ferrara) , si è svolto l’incidente probatorio, un nuovo interrogatorio per validare le sue accuse contro padre e fratello. Padre che oggi è ancora agli arresti domiciliari, ma nel frattempo nei suoi confronti si è aggiunta una nuova restrizione, la misura decisa dal questore di Bologna di sorveglianza speciale come misura di prevenzione e di sicurezza.

Una misura adottata seguendo il “Codice rosso” sulle violenze alle donne, che prevede appunto che la persona oggetto delle accuse della vittima venga sottoposta, su richiesta della questore al tribunale, alla misura di prevenzione. E così avvenuto: che imporrà l’obbligo a padre e fratello di abitare nel comune di residenza (nel Bolognese) senza potersi allontanare da lì, se non con autorizzazione e soprattutto impone anche il divieto di avvicinamento e comunicazione con la vittima.

L’inchiesta dicevamo va avanti e sono attesi a breve altre attività di indagine e riscontro sul caso. Un caso che rimbalza alle cronache da Ferrara, dove la ragazza aveva deciso di vivere scappando, di fatto, da una situazione – questa la sua denuncia di segregazione e sopraffazione.

Il caso, ricordiamo, aveva avuto una vasta eco in tutta Italia, e molti lo avevano associato a un altro, purtroppo più grave e drammatico: quello di Saman, la ragazza scomparsa nel Reggiano, giovane pakistana uccisa dalla famiglia perché voleva vivere all’italiana, il cui corpo non è mai stato trovato. I provvedimenti dei mesi scorsi vennero adottati dagli inquirenti proprio per le minacce di morte subite dalla ragazza, riferite alla Polizia.

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