Europee, parte l’assalto delle toghe rosse: la corte dei conti indaga Salvini dopo l’articolo di Repubblica

 – È stata un’inchiesta di Repubblica ad armare la magistratura contabile contro Matteo Salvini. Per il momento si parla soltanto di un “fascicolo esplorativo”. Al centro delle indagini, come riporta oggi il quotidiano diretto da Carlo Verdelli, ci sarebbero i voli di Stato usati dal ministro dell’Interno. La Corte dei Conti del Lazio, guidata da Andrea Lupi, starebbe, infatti, spulciando quali aerei e quali elicotteri ha usato per spostarsi. L’ipotesi è che li abbia usati non solo per appuntamenti istituzionali ma per “iniziative elettorali”.

È un “atto dovuto”, va subito detto. E la Corte dei Conti si è mossa dopo l’inchiesta pubblicata da Repubblica che accusava Salvini di aver fatto “decine di trasferte con gli aerei della Polizia“Decolli top secret” che, a detta del quotidiano, “sono leciti perché unisce sempre ai comizi un evento ufficiale”. Sarebbero in tutto venti i voli incriminati, uno dei quali a bordo di un mezzo dei vigili del fuoco. La magistratura contabile del Lazio ha fatto proprie queste accuse e si è messa a indagare sugli spostamenti del vicepremier leghista. L’obiettivo è capire se c’è stato “uno sperpero di risorse pubbliche”. Tanto che nei prossimi giorni potrebbero essere chiesti al Viminale tutte le note ufficiali degli spostamenti.

A cavalcare la battaglia di Repubblica, oltre alla Corte dei Conti, si è messa immediatamente la sinistra che ora accusa Salvini di essere “un ministro dell’Interno fantasma” e di usare “il suo ruolo di governo per farsi campagna elettorale”“Si sposta con gli aerei della polizia da 5mila euro a volo per i suoi comizi – ha commentato la senatrice piddì Simona Flavia Malpezzi – è una vergogna”. Anche il governatore della Toscana Enrico Rossi ha usato gli stessi toni violenti. “Il ministro degli Interni non sta mai al lavoro e gira il Paese per comizi su aerei pagati dagli italiani – ha scritto su Facebook – dice che queste elezioni saranno un referendum su di lui, prendiamolo sul serio e mandiamolo a casa”“Se risolvo un problema e lo faccio da Marte o dal Viminale che cosa cambia?”, ha replicato il ministro dell’Interno. “Se volete posso restare 16 ore in ufficio a guardare Sky, io incontro sindaci, imprenditori, agricoltori, non voglio fare il ministro sigillato in ufficio – ha, infine, chiosato – ora vado al Viminale e mi faccio una foto così a Repubblica sono contenti e io posso continuare a fare il mio lavoro”.

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