Europee, il programma “criminale” del PD: porte aperte per tutti, libertà di sbarco, nuove vie per l’immigrazione





Di Giuseppe Scialabba – Il programma Pd per le europee: porte aperte a tutti. Quali sono davvero le linee programmatiche del Pd in materia di immigrazione? Come intende affrontare queste sfide in ottica comunitaria, viste le prossime elezioni europee?

Nel programma elettorale ufficiale la linea è chiarissima: porte aperte a tutti. Il primo obiettivo, per il Partito Democratico, è infatti la riforma del regolamento di Dublino, sulla base del testo approvato dal Parlamento nel 2017. Per carità, tutto è preferibile all’attuale stato delle cose e anche la riforma cui fa riferimento il Pd rappresenterebbe un passo in avanti, per quanto debole.


Tutto ciò, tuttavia, presupporrebbe ancora una volta che chiunque sia libero di sbarcare, che chiunque possa presentare una richiesta e, nell’attesa di ricevere un responso, possa vivere da mantenuto alle spalle dei cittadini italiani ed europei. Oltre alla riforma del regolamento di Dublino, nel programma dem si parla solo di definire nuove vie legali della migrazione (senza specificare le categorie cui questi canali sarebbero destinati) e di politiche di integrazione.

Non si parla di rimpatri

Sorprende – o forse no – l’assenza di qualsiasi riferimento al capitolo dei rimpatri, una cui gestione a livello comunitario sarebbe senza ombra di dubbio più efficace: sarebbe l’Ue, e non i singoli Stati membri, a stipulare accordi di rimpatrio con tutti i Paesi africani, in modo da rispedire a casa in tempi brevissimi tutti gli irregolari attualmente presenti sul suolo europeo (con la prospettiva di azzerarli per sempre, derivante dall’azione congiunta di questa misura e di quella che prevederebbe l’esame delle richieste d’asilo nei Paesi d’origine).

Infine, uno specifico capitolo del programma è dedicato alla creazione di «un nuovo partenariato Europa-Africa che promuova lo sviluppo e si dia il compito di sradicare la povertà in quel continente». Tradotto dal buonista al salviniano: aiutiamoli a casa loro. Finalmente lo hanno capito. Meglio tardi che mai. Sul franco CFA, comunque, silenzio imbarazzante.

Di Giuseppe Scialabba

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