“Era vittima di atti di bullismo”: giovane con problemi di disabilità si suicida. Ora vediamo chi si indigna!


Di Antonio Piccirilli – Ci sono sei indagati per il caso di Marco Ferrazzano, il giovane di 28 anni morto lo scorso 22 gennaio dopo essere stato investito da un treno regionale tra Rignano Garganico e Foggia. Questa mattina, gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari, d’informazione di garanzia e di diritto alla difesa nei confronti di sei soggetti, tutti di età compresa tra i 21 e i 24 anni e già noti agli uffici di polizia. Il giovane, vittima di atti di bullismo, si sarebbe suicidato.

Uno degli indagati è accusato in concorso per truffa mentre gli altri rispondono di stalking. Per tutti c’è l’aggravante di aver commesso il fatto approfittando delle condizioni di disabilità della vittima. I familiari di Ferrazzano ne avevano denunciato la scomparsa il giorno precedente al ritrovamento del cadavere, dopo che il suo cellulare squillava a vuoto. Nel corso di una puntata di “Chi l’ha visto?” erano stati denunciati atti di bullismo compiuti da persone indicate dai parenti della vittima. Sono stati loro a raccontare che a Marco più volte era stato rubato il telefonino e l’ultimo furto subito lo aveva reso particolarmente ansioso.

In una denuncia sporta alle forze dell’ordine poco prima della tragedia, il giovane aveva dichiarato che la mattina del 21 gennaio, mentre era nei pressi del mercato rionale di via Luigi Pinto, era stato avvicinato da due ragazzi a bordo di uno scooter che gli avevano chiesto di poter effettuare una chiamata con il suo cellulare. Il ragazzo, impaurito, ha consegnato il cellulare nelle mani dei due che si sono allontanati senza restituirglielo.

Due giorni dopo, il 23 gennaio, nel primo pomeriggio, presso la Sezione di Polizia Ferroviaria di Foggia, la madre del ragazzo ha denunciato la scomparsa del figlio, avvenuta il giorno precedente intorno alle 15.00. Nelle ore successive la sezione di Polizia Ferroviaria di Foggia aveva comunicato che alle 16.40 del 22 gennaio era stato registrato l’investimento di una persona lungo la tratta Foggia-San Severo. Successivi accertamenti hanno poi confermato che si trattava proprio di Marco.

Gli atti di bullismo

I familiari hanno raccontato agli investigatori che il giovane più volte era tornato a casa con lividi e ferite perché veniva picchiato in strada da suoi coetanei. A confermarlo sono stati alcuni video in cui si vede Marco inerme mentre gli venivano tagliati i capelli oppure costretto a fare le capriole in strada. Dalle indagini è emerso che Ferrazzano avrebbe subito atti di bullismo di vario genere proprio dai sei indagati. Episodi che forse lo avrebbero spinto a compiere un gesto estremo.

L’avvocato della famiglia: “Siamo sconcertati”

Una vicenda riprovevole. “Ci sono nomi, cose, fatti, circostanze, che avremmo voluto urlare da tempo. A leggere certe cose si rimane sconcertati” ha spiegato l’avvocato dei familiari della vittima, Pio Giorgio De Leo, a FoggiaToday. “Alcune cose le conoscevamo, altre leggendo l’avviso di conclusioni delle indagini sono assolutamente sconcertanti, ci sono delle situazioni assolutamente vergognose, vomitevoli. Voglio ringraziare la Procura e la polizia giudiziaria perché sono stati davvero bravi” ha chiosato l’avvocato.

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