Enrico Letta indecente: “I migranti? Caduti come gli italiani a Marcinelle”. Meloni lo sbrana: “Non provarci”


Da Libero Quotidiano – Una mossa imbarazzante per il Pd. Usare i morti di Marcinelle per giustificare gli sbarchi degli immigrati sulle nostre coste. È questa la lettura che ha dato Enrico Letta al giorno del ricordo delle vittime della tragedia di Marcinelle. Nella cittadina belga morirono in una miniera ben 136 immigrati italiani. Una tragedia che ha segnato la Storia del nostro Paese, ma che oggi viene usata dalla sinistra, in piena campagna elettorale, per difendere la politica buonista dell’invasione degli immigrati.

E il modo in cui Letta ha usato questa tragedia per portare acqua al mulino del Pd è davvero senza precedenti. Giorgia Meloni con un messaggio al Corriere ha voluto ricordare le vittime. Ma Letta ha subito usato queste parole per attaccarla: “Ho trovato la lettera della Meloni incomprensibile e anche molto grave”. E ancora: “Chi si candida a fare presidente del consiglio deve sapere che bisogna unire il paese e non dividerlo.

Fare polemiche su Marcinelle è incomprensibile e sbagliato – ha proseguito il leader dem – sono fiero di essere qui, nel rispetto dei nostri connazionali morti qui, per onorare la loro memoria, per parlare di futuro, un futuro in cui immigrazione e emigrazione non possono avere quell’esito che ebbe allora, 66 anni fa. La cosa più grave è dividere i morti in morti di serie A e serie B, ed è quello che fa quella lettera, divide i morti in morti di serie A e morti di serie B, cosa che noi non faremo mai.

Per noi – ha spiegato Letta – sono tutte persone umane che meritano il rispetto. La prima cosa da fare è cercare di unire e non cercare di dividere. Sento di aver fatto bene a esserci e a dire queste parole. Che sono parole di rispetto per uno dei più grandi drammi del nostro tempo, che non può essere strumentalizzato con l’idea che ci sono morti di serie A e morti di serie B”.

Evidentemente Letta non ha compreso in pieno il senso della lettera della Meloni. Ed è la stessa leader di FdI a ricordarglielo: “Non usiamo la tragedia di Marcinelle, nella quale l’8 agosto del 1956 persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani, per fare paragoni con il fenomeno delle migrazioni in Europa”, è il concetto che Giorgia Meloni, sviluppa in una lettera pubblicata oggi dal “Corriere della Sera”.

Ma Letta, in visita a Marcinelle, ha usato il giorno della memoria per fare polemica. E Galeazzo Bignami di FdI spiega bene cosa è successo e la gravità delle parole di Letta in un giorno in cui dovrebbe vincere solo il silenzio della memoria: “Il segretario del Pd Enrico Letta, dopo il trauma dell’abbandono di Calenda, deve trovarsi in pieno stato confusionale se anche un messaggio immediato e chiaro come quello espresso stamane da Giorgia Meloni sulle vittime di Marcinelle viene strumentalizzato a scopi elettorali.

Giorgia Meloni ha sottolineato ciò che è evidente a tutti: le condizioni in cui i nostri connazionali, nell’immediato dopoguerra, erano costretti a lavorare in Vallonia non sono minimamente paragonabili con le condizioni dei migranti che oggi approdano sulle coste mediterranee. Sorprende dover spiegare ciò che è evidente e che rende inopportuno anche solo un qualsiasi paragone tra queste situazioni. Ancor più se questo paragone risponde a maldestre e inopportune logiche elettoralistiche. Negare queste differenze significa mancare di rispetto alle vittime di quella tragedia di cui ricorre il sessantaseiesimo anniversario”.

Ma per la sinistra, nella sua campagna d’odio, ogni cosa serve per colpire l’avversario. Ma per capire bene il senso della follia di questa polemica tutta innescata dal Pd basta leggere le parole pronunciate da Letta, è lui a parlare degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste legandoli a Marclinelle. Ecco cosa ha detto: “Italiani e belgi erano morti gli uni a fianco agli altri, senza alcuna distinzione: una fine inaccettabile capace però di indicare anche un nuovo inizio, un destino comune, quello fissato nei Trattati di Roma che l’anno successivo segnarono l’atto di nascita del processo di integrazione europea” dice il segretario dem ricordando i 14 milioni di italiani che si sono trasferiti in altri Paesi europei.

E poi paragone tra il mondo di ieri e quello di oggi e la visita a Marcinelle “per onorare quelle 262 vittime e anche, simbolicamente, tutti gli altri caduti, in altre viscere, a partire da quelle del MediterraneoSoldati, come loro, di una guerra per la sopravvivenza di fronte alla quale l’Europa e l’Italia non possono voltarsi dall’altra parte”, Niente da aggiungere. Guidicate voi.

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