Elezioni, Medvedev ai cittadini europei: “Punite i vostri governanti per la loro stupidità. Politici Ue idioti”


da InsideOverDmitri Medvedev torna a rivolgersi all’Europa, con un messaggio che per molti osservatori è soprattutto rivolto provocatoriamente all’Italia. L’ex presidente della Federazione Russa, oggi vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale, ha rilasciato un messaggio un messaggio su Telegram dicendo che alle elezioni vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente.

Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità“. Medvedev ha poi aggiunto che “i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“. Una sottolineatura apparentemente superflua ma che serve quasi a ribadire l’interesse russo per il voto in Europa.

Le parole di Medvedev vanno prese con le dovute cautele per alcuni motivi. In primis, perché l’ex presidente russo non solo vuole far vedere che Mosca è in grado di influenzare – anche solo potenzialmente – la democrazia europea, ma anche di sapere rivolgersi ai cittadini del Vecchio Continente quasi a creare uno iato tra l’opinione pubblica e i suoi rappresentanti.

A tal proposito, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo ha scritto anche che “da tre quarti al 90 per cento dei cittadini dell’Ue categoricamente non vuole partecipare alle ostilità dalla parte del regime di Kiev. Anche se, a giudicare da un’indagine sociologica, ciò non è ancora escluso dai politici europei idioti“. Una scelta che serve a creare anche una sorta di aspettativa all’interno della Federazione Russa, dal momento che il messaggio su Telegram è rivolto a un circuito sostanzialmente nazionale.

Inoltre, Medvedev ha tutto l’interesse, in questa fase politica, a mostrarsi il rappresentante dei più “duri e puri” di Mosca, quasi un possibile nuovo leader dopo Vladimir Putin in grado di intercettare il benestare dei cosiddetti “falchi” che ruotano intorno al Cremlino. Questo significa che il suo gioco è anche quello di costruirsi un’immagine da avversario dell’Occidente dopo anni in cui non solo appariva in declino rispetto al circuito del potere moscovita ma anche troppo moderato e quasi proiettato verso l’altro lato della nuova cortina di ferro. Dall’inizio della guerra in Ucraina, Medvedev ha ribadito posizioni a tratti anche inquietanti sul nucleare, sull’estensione del conflitto, sull’Unione europea. Quando Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz si recarono a Kiev per dare il loro sostegno a Volodymyr Zelensky e alla resistenza ucraina, il delfino di Putin parlò di “grandi mangiatori di rane, salsicce e spaghetti“, andando a ripescare addirittura gli stereotipi sui Paesi dei tre leader.

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