Ecco il noto mettono Bonaccini e PD in Emilia-Romagna: partite a sbafo per amici, politici e collaboratori


 – Dei biglietti acquistati per far assistere gratuitamente alle partite esponenti politici del Partito democratico tutti sapevano, ma nessuno dei vertici di Iren Spa, la partecipata di Reggio Emilia al centro dello scandalo, volle intervenire. Bocche cucite, gente che faceva orecchie da mercante, irregolarità sottaciute: è quanto risulta dall’esposto che il vice presidente del consiglio di amministrazione della società ha inoltrato alla Consob nell’aprile dello scorso anno.

Nel documento si racconta come Cesare Beggi, ovvero l’incaricato di tenere i rapporti con le pubbliche amministrazioni, fosse stato assunto con contratto di somministrazione in violazione dell’articolo 53 comma 16 ter della legge 190/2012 (cosiddetto divieto di pantouflage) che vieta, appunto, l’assunzione prima dei tre anni dalla cessazione del rapporto di pubblico impegno. Era lui che con l’amministratore delegato Massimiliano Bianco si occupava dell’acquisto dei biglietti.

L’allora vicepresidente Iren Ettore Rocchi pose la questione al Consiglio di amministrazione, ma come si legge nell’esposto, «a seguito dell’attività di segnalazione degli episodi e criticità, tuttavia, si registrò – in modo reiterato – una sostanziale riluttanza o addirittura un espresso rifiuto del presidente, dell’Amministratore Delegato e di taluni dirigenti a dar corso alle indicazioni di due organi di controllo e vigilanza interna». Rocchi consigliò di rivolgersi all’Anac e richiese un Audit di carattere straordinario da cui emerse «una criticità a proposito di Beggi, già esponente politico di rilievo provinciale del territorio di Reggio Emilia e già sindaco, fino all’anno 2009, del Comune di Quattro Castella (RE)».

Iren chiese un parere a studi legali esterni. Tuttavia, «in considerazione sia delle particolarità del caso in esame, legate al ruolo non agevolmente inquadrabile rivestito dal Beggi dipendente comunale collocato fuori ruolo per lo svolgimento presso la società partecipata di un incarico sostanzialmente fiduciario, esercitato (anche) nell’interesse di alcuni comuni soci , sia, appunto, dell’interpretazione particolarmente estensiva fornita dall’Autorità anticorruzione e dalla prima giurisprudenza anche in ordine al tipo di poteri esercitati dall’ex dipendente, si ritenne opportuno suggerire una veloce risoluzione». In sostanza, fu messo tutto a tacere. Fino a quel momento Beggi aveva, per conto di Iren, acquistato abbonamenti e biglietti che prevedevano alcuni benefits tra cui cena prima della gara e parcheggio riservato, per politici quasi tutti in area Pd tra i quali il presidente della Regione Emilia Romagna, oggi di nuovo candidato col Pd, Stefano Bonaccini, l’allora segretario alla presidenza della Regione e oggi parlamentare Pd Andrea Rossi, l’assessore alla protezione civile della Regione Leonardo Palumbo, l’ex sindaco di Genova Marco Doria, l’ex sindaco di Piacenza Paolo Dosi, l’ex assessore al Welfare del Comune di Piacenza Stefano Cugini, l’ex assessore allo sviluppo economico dello stesso Comune Francesco Timpano, l’allora presidente della provincia di Reggio Emilia Gian Maria Manghi e molti altri. Di particolare rilievo l’acquisto di 6 biglietti con benefits al costo totale di 46.800 euro. Tra gli invitati alle partite della Juventus molti anche coloro che figuravano come «agente/fornitore».

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