Draghi continua a discriminare bimbi e ragazzi: niente sport per i non vaccinati, rivolta delle federazioni





Di Michele Crudelini – Adolescenti e bambini sono sicuramente tra le principali vittime dell’emergenza sanitaria. Mentre però il Covid non sembra essere particolarmente pericoloso per queste categorie di persone, sono le politiche restrittive a rappresentare la principale minaccia per i giovani.

Super green pass per fare sport

Chiuse le discoteche e limitate le principali attività sociali ai soli possessori di super green pass dai 12 anni in su, dallo scorso 10 gennaio è entrata in vigore la stretta anche sulle attività sportive. Palestre, piscine, circoli e qualsiasi sport di contatto anche a livello dilettantistico, al chiuso e all’aperto, potranno essere accessibili solo per persone in possesso del cosiddetto green pass rafforzato.


Quindi in sostanza per fare attività sportiva o ci si sottopone al vaccino oppure si deve contrarre il Covid e risultare guariti. Una norma che a distanza di qualche giorno sembra creare non pochi problemi per diverse federazioni che ora chiedono l’abbandono del lasciapassare verde.

Le proteste da parte delle associazioni di categoria

Si sono mosse in questo senso dieci società calcistiche della regione Emilia Romagna che hanno pubblicato una nota decisamente critica nei confronti dell’obbligo del super green pass. “No, noi non ci stiamo a questo decreto! Noi vogliamo continuare ad educare ad altro. Magari a continuare a litigare erroneamente per una “superficiale” partita persa, uno “stupido” rigore non dato, un “qualsiasi” goal sbagliato. Ma tutti insieme. Nessun bambino deve rimanere fuori dalla porta!”.

L’appello delle società calcistiche è stato accolto poi dalla Lega Nazionale dilettantistica della regione che ha deciso di portare la questione di fronte alle istituzioni calcistiche nazionali, facendo sapere che ora: “La Lega Nazionale Dilettanti e il Settore Giovanile e Scolastico nazionale hanno riferito di aver dato notizia del problema alla FIGC per tutelare gli interessi delle società nelle interlocuzioni con le istituzioni di riferimento”.

Il problema sembra però essere ormai trasversale nel mondo dello sport giovanile e anche dal basket arrivano le voci contrarie al super green pass. Dopo 12 anni di lavoro nel mondo sportivo si è infatti dimesso Valerio Di Battista dirigente della società Unibasket Lanciano, che proprio a causa del nuovo decreto si è detto impossibilitato a continuare qualsiasi forma di collaborazione.

Per adolescenti e bambini il Covid incide come un’influenza

L’impressione è che il Governo stia scaricando i costi delle politiche restrittive interamente sulle spalle delle generazioni più giovani, nonostante le evidenze scientifiche certifichino da tempo l’asimmetricità del Covid. In pratica adolescenti e bambini sono costretti a patire l’esclusione da qualsiasi attività sociale e ricreativa a causa di un virus che per loro non rappresenta un pericolo, se non in rarissimi casi.

A conferma di questo fatto ci sono i bollettini settimanali dell’Istituto Superiore di Sanitàcome l’ultimo datato 19 gennaio 2022 secondo cui dall’inizio dell’emergenza, quindi da ormai due anni, nella fascia di età tra gli 0 e i 19 anni ci sono stati 291 ricoveri in terapia intensiva e 38 decessi. Siamo quindi di fronte a numeri comparabili con quelli dell’influenza stagionale, con la differenza che nel periodo pre Covid nessuno si sarebbe mai sognato di vincolare l’accesso alle attività sportive alla somministrazione del vaccino anti influenzale.

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