Donald Trump sale sul Rushmore e sfida i “terroristi” antirazzisti: “Non cancellerete la nostra storia”







Di Cristina Gauri – Roma, 4 lug – Trump ha attaccato frontalmente i democratici e chi vuole “cancellare la storia degli Stati Uniti, smantellare il Monte Rushmore e dividere il Paese” in occasione della sua visita al in South Dakota in occasione della Festa dell’Indipendenza Americana che cade proprio oggi 4 luglio. E lo ha fatto proprio ai piedi del Monte Rushmore, il complesso scultoreo nella roccia del massiccio montuoso delle Black Hills, formato da enormi blocchi granitici e raffigurante i volti di quattro famosi presidenti americani: da sinistra verso destra George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

Davanti all’evocativo sfondo il tycoon ha attaccato duramente la cosiddetta “cancel culture”, la forma di iconoclastia che si sta abbattendo su qualsiasi elemento della società civile, a partire dai monumenti passando per prodotti commerciali, film, e celebrità considerate razziste o discriminatorie nei confronti delle minoranze. Secondo Trump è in atto “una campagna impietosa per spazzare via la nostra storia, diffamare i nostri eroi, cancellare i nostri valori e indottrinare i nostri figli”. E su questo concetto si è basata gran parte del discorso dell’inquiino della Casa Bianca che non ha comunque mancato di prendere posizione contro le discriminazioni. “No al razzismo, neanche quello al contrario però”, ha puntualizzato suscitando il plauso dei suoi sostenitori e lo sdegno dei detrattori che considerano l’”All lives matter” un affronto suprematista. 

Il presidente Usa è poi ritornato a parlare del monumento-simbolo degli Stati Uniti, sotto il quale ha deciso ieri di tenere proprio comizio e di cui, da anni, i nativi americani chiedono la demolizione: “Non sarà mai smantellato, resterà per sempre un tributo ai nostro poi, ai nostri padri fondatori”, ha rassicurato.  Infine Trump ha annunciato un decreto per l’istituzione di un nuovo monumento in onore dei grandi eroi americani. Una vera e propria sfida lanciata ai facinorosi in preda al furore iconoclasta abbattutosi nelle scorse settimane sui monumenti di mezza America.

Di Cristina Gauri

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