Don Biancalani ne spara un’altra: “Accolgo un fassista in chiesa solo se fa un percorso di redenzione” (video)


Da Il Secolo D’Italia – Non è servito a niente il richiamo della Diocesi a don Biancalani. Il prete immigrazionista, noto per le sue prese di posizione politiche, dopo aver cantato Bella Ciao a messa ha portato le sue “provocazioni”, per dirla con la Curia, anche in tv. E, ospite di Agorà su Rai 3, ha sostenuto che “accolgo un fascista in chiesa soltanto se fa un percorso di redenzione, con ideali di pace, giustizia e libertà”. “Ho dei fondamenti etici, il fascismo è negazione dell’umanità e quindi della religione”, ha sostenuto il prete che si è dato la patente di “partigiano d’amore e umanità”.

Il “suggerimento” a don Biancalani

“Se don Biancalani smania dalla voglia di cantarla (Bella ciao, ndr) in un luogo di culto, potrebbe trasferire la sua ugola nella cattedrale di Hong Kong”, è stato il suggerimento arrivato al parroco da Massimo Gramellini nel suo “Caffè” di oggi sul Corriere della Sera. “Intonare Bella Ciao dentro una chiesa ha senso solo nelle nazioni in cui è vietato, o pericoloso, farlo altrove”, ha chiosato il giornalista

Le parole del vescovo di Pistoia

«Amarezza, grande amarezza». Così monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, ha commentato l’uscita di don Biancalani. Ossia, quel canto “Bella Ciao” al termine della Messa nella sua parrocchia di Vicofaro, davanti a uno sparuto numero di persone. Ignorando i richiami del suo vescovo.

«Purtroppo è questo il mio sentimento prevalente in questo momento, non riesco proprio a capire come dei fedeli cattolici possano non tener conto nella celebrazione liturgica di quelle che sono le indicazioni della Chiesa – ha affermato il vescovo contattato da Avvenire –. Mi risulta incomprensibile come un sacerdote possa disattendere così tranquillamente e quasi a mo’ di sfida, quanto il vescovo dice».

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