Diego Fusaro: “Altro che Sardine, semmai sono pesci pagliaccio. Il triste epilogo dalla De Filippi”




Di Diego Fusaro – E ora è giunto l’epilogo. Quod erat demonstrandum. Da subito lo dicemmo. E ora ne abbiamo la conferma: esilarante, certo. Abbiamo, cioè, la conferma che si scrive “Sardine” e si legge “pesci pagliaccio”. Pesci pagliaccio prodotti e inscatolati dal potere globalcapitalistico: che li ha prodotti affinché nuotassero nelle acque melmose, basse e fetide del pelago globalista, sempre muovendosi secondo le correnti del politicamente corretto e del nuovo ordine mentale. E ora la conferma definitiva giunge dall’ultimo esilarante episodio della saga tragicomica di questi fenomeni ittici da baraccone, che si sono esibiti alla corte di “Amici” della signora De Filippi.

Uno spettacolo che parla da sé. E che rivela l’alto grado di apprezzamento da parte dello stesso potere che li ha macchinati, ideati e inscatolati per gestire il consenso e il dissenso ad usum sui: eccoli, i pesci pagliaccio sul palco di Amici a recitare la parte dei dissidenti, dei dissidenti amici del potere finanziario cosmopolitico. Il quale spaccia per dissenso tutto ciò che il vero dissenso possa delegittimare e destituire.

Più globalizzazione contro il populismo, più mercato contro il sovranismo, più Europa e meno Italia: un dissenso che non combatte contro nulla e che solo serve a rinsaldare il mortifero giogo del globalismo mercatista che l’ha prodotto in vitro. E che ora, dopo averlo usato, può all’occorrenza scaricarlo in modo esilarante: garantendo, appunto, alle Sardine la fine dei pesci pagliaccio che da sempre sono, sul palco di Amici, tra applausi e luci, con nasi incipriati e sorrisoni inebetiti di una gioventù la cui testa è stata sacrificata sull’altare dell’incubo globalista.

Una gioventù, in sostanza, che ama le proprie catene e che solo è disposta a lottare contro tutto ciò che eventualmente possa spezzarle, si chiami sovranismo o populismo, socialismo o lotta di classe. Ve le immaginate le Giubbe Gialle o Assange da Amici? Certo che no. E infatti il potere massacra senza pietà e le Giubbe Gialle e Assange. E invece celebra i pesci pagliaccio e Greta, Carola e tutti gli altri teatranti messi in scena dal sistema stesso.

Sembravano, davvero, fatti apposta per Amici più che per le piazze, questi pesci pagliaccio dal futuro garantito da mamma e papà: cerchietto genderisticamente corretto in testa ed erre blesa, sguardo spento o malmostoso a seconda dei casi, nemici in ogni atomo della classe lavoratrice e degli sconfitti del globalismo, questi pesci pagliaccio cresciuti e allevati nell’acquario del padronato cosmopolitico hanno per ora esaurito la loro missione. Hanno servito a dovere il sistema dominante, che distrattamente li ringrazia e, per ora, li ripone nel suo comodo e ben servito acquario, pronto a rispolverarli ove ve ne fosse bisogno. Intanto, assistiamo al temporaneo epilogo di queste creature ittiche prive di spina dorsale: epilogo di cattivo gusto, almeno quanto il loro funambolico esordio, che li aveva fatti apparire un prodotto spontaneo delle piazze. Proprio loro, cresciuti e allevati ad arte con il mangime omologato del sovraffollato acquario del globalismo mercatista.

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