Detenuto ammazza a bastonate 2 pedofili stupratori in carcere: “Ho pensato di fare un favore a tutti”


Di Cristina Gauri – Roma, 1 ott — Ha bastonato due pedofili, fino ad ucciderli, mentre si trovavano in carcere a scontare una pena per aver molestato dei bambini. «Ho pensato di fare un favore a tutti».

Così ha motivato il proprio gesto Jonathan Watson, detenuto di 41 anni in una struttura detentiva della California. I due sono morti poco dopo l’aggressione per la gravità delle lesioni riportate. Ai sanitari intervenuti sul posto è rimasto ben poco da fare.

Detenuto ammazza a bastonate due pedofili

Le due vittime uccise a bastonate sono David Bobb, 48 anni, e Graham De Luis-Conti, 62enne. Il fatto è accaduto nella prigione di Stato del California Substance Abuse Treatment Facility. Watson ha letteralmente sfondato il cranio dei due pedofili, per cui ogni tipo di cura si è rivelata vana. Bobb è deceduto nel corso del trasferimento in ospedale mentre Luis-Conti è stato dichiarato morto tre giorni dopo.

L’assassino ha rivendicato il gesto

Watson, condannato l’ergastolo per un omicidio di primo grado commesso in precedenza, ha rivendicato il gesto con tranquillità, ammettendo di averli uccisi perché pedofili. I due stavano scontando l’ergastolo per un crimine atroce: aggressione sessuale aggravata nei confronti di un bambino di età inferiore ai 14 anni. Il «giustiziere» fai da te ha confessato il gesto fornendo un dettagliato rapporto sull’accaduto.

La confessione

Il resoconto è contenuto in una lettera, inviata alle agenzie di stampa, in cui l’uomo spiegava che subito dopo il trasferimento nella nuova struttura carceraria, dove aveva conosciuto i due pedofili, si era reso conto che non poteva sopportare la presenza dei due.

Quindi aveva fatto richiesta di trasferimento. Poi, la decisione di farli fuori entrambi. Le guardie carcerarie non si erano rese conto dell’aggressione finché lo stesso Watson non ne ha fermata una per confessare il gesto. «Ho pensato di fare un favore a tutti», ha continuato a ripetere.

Cristina Gauri

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