Degrado a Padova, la fontana diventa un bagno. Ragazzini nomadi la usano per farsi la doccia





Di Giulia Tasca PADOVA. La fontana della rotonda della Stanga trasformata in doccia pubblica. È successo mercoledì verso le 21, quando cinque ragazzini (presumibilmente nomadi), in costume da bagno, immortalati in un video girato dai residenti nei palazzi circostanti, occupano la fontana e in mezzo al viavai di auto si fanno bagno e shampoo. Il più grandicello, mentre si lava i capelli, saluta gli automobilisti. Una scena che catalizza gli sguardi dei passanti, lasciando un retrogusto amaro.

Se da un lato c’è la rabbia dei residenti e dei commercianti per una situazione di evidente degrado, con le fontane pubbliche trasformate in docce improvvisate, dall’altro c’è la preoccupazione per la situazione dei ragazzi che non solo non hanno un bagno dove lavarsi, ma neppure un letto. Un’altra foto li ritrae infatti mentre riposano su materassi gettati in terra all’aperto, su un prato, sempre in zona Stanga.

L’autrice del video è una barista che da molto tempo frequenta la zona: «Lavoro alla Stanga da molti anni, fin dai tempi di via Anelli, quando la convivenza tra i residenti di diverse nazionalità ed etnie era tutt’altro che semplice. Cinque anni fa ho deciso di aprire un bar sempre qui, a pochi passi dalla rotonda a fagiolo, ma da qualche tempo mi trovo impossibilitata a svolgere tranquillamente la mia attività– racconta la donna, che preferisce restare anonima – È una situazione intollerabile, sono giorni ormai che io e gli altri esercenti della zona ci sentiamo minacciati. Non è la prima volta che abbiamo a che fare con famiglie nomadi, ma con questa sembra impossibile instaurare un rapporto pacifico».

Le segnalazioni rispetto alla situazione di degrado creatasi nella zona sono molte: dalle commesse di un negozio di mobili, costrette di prima mattina a ripulire il piazzale antistante dalle “tracce” del bivacco della notte precedente ai turisti dell’Hotel Biri. Ma non solo: «Molti commercianti hanno subito minacce di aggressione dopo essersi rifiutati di consegnare “gratuitamente” la merce richiesta, ma io sono stata l’unica a decidere di sporgere denuncia. Per chi come me gestisce un’attività legata alla ristorazione, poi, il danno è duplice: stiamo perdendo molti clienti che preferiscono andare altrove per non essere continuamente disturbati. Dopo la batosta causata dalla pandemia, ci mancava solo questa –spiega la donna, che aggiunge – Si tratta di una famiglia numerosa composta dai genitori, i figli e la moglie del primogenito che ha da poco partorito un neonato».

La titolare del bar, infine, sottolinea di aver fatto presente nei giorni scorsi la situazione alle autorità competenti (nello specifico al presidente della Regione Luca Zaia, al sindaco Sergio Giordani, al vicesindaco Andrea Micalizzi e all’assessore al commercio Antonio Bressa). A rispondere è l’assessore alla sicurezza Diego Bonavina, che proprio ieri ha discusso del problema in occasione del Cosp settimanale con il prefetto Raffaele Grassi, il questore Isabella Fusiello e il capo settore della Polizia Locale Lorenzo Fontolan: «Stiamo cercando di risolvere questa situazione nel più breve tempo, abbiamo già disposto l’aumento delle pattuglie demandate al controllo la zona», dichiara l’assessore Bonavina, «Mercoledì ho incontrato un rappresentante del comitato Stanga, la titolare della farmacia Alla Stanga e il direttore del Centro Giotto che mi hanno messo al corrente di tutte le problematiche nate dalla presenza di questa famiglia nel quartiere.

Padova è una città che si schiera dalla parte dell’inclusività e che continuerà sempre a farlo, ma se non sarà possibile trovare una soluzione positiva, non potremo far altro che prendere provvedimenti di diverso tipo». L’assessore preferisce non sbilanciarsi, invece, rispetto alle varie testimonianze che identificano in questa famiglia, la stessa che fino a qualche tempo fa (prima dell’emanazione dell’“ordinanza anti nomadi”, risalente al 4 marzo 2021) stazionava con il proprio camper in un’area del quartiere Arcella: «Stiamo facendo delle indagini approfondite per capire chi siano, non appena ne avremo la certezza non esiteremo ad agire». Intanto l’assessore al Sociale Marta Nalin ha annunciato l’apertura di docce pubbliche in orari dedicati ai minori.

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