Ddl Zan, Rizzo da applausi: “L’utero in affitto è pratica nazista, le donne non sono merce. E continuerò a dirlo”


Di Caterina Giojelli – Quanto invece a trovare qualcosa di sinistra, non resta che il compagno Marco Rizzo che dopo averle suonate a piazze, politica e cortei («se Fedez è di sinistra, allora io non sarò mai più di sinistra. Chiamatemi comunista e basta. Con questa gente neanche un caffè. Anzi, sono fiero di essere loro nemico») ha ricordato alla Verità:

«L’ho detto e lo ripeto: la battaglia per i diritti civili è un’arma di distrazione di massa per coprire le nefandezze compiute sui diritti sociali. Il Pd si è ridotto ad essere una riedizione del partito radicale, che si batte per i diritti gay ma poi cancella l’articolo 18 e le conquiste dei lavoratori del dopoguerra (…). Io mi sono sempre impegnato a combattere l’utero in affitto: una pratica nazista, degna del dottor Mengele. Mi hanno massacrato per questo, ma continuerò a rivendicare questa battaglia. La voglia di avere un figlio è un desiderio: e i desideri non sono diritti. Specialmente quando consistono nello strappare figli alle madri povere del terzo mondo, per essere venduti su un catalogo, come fossero una merce».

Il mondo al contrario

Rizzo sa che per una affermazione del genere potrebbe essere sanzionato dalla legge Zan ma del mondo “al contrario” – dove gli uomini possono rivendicare le quote rosa, i rapper miliardari parlare dal palco dei lavoratori e vendere smalto agli uomini – ne ha abbastanza:

«Io rivendico il mio diritto di esprimere un’opinione supportata da fatti. I signori della sinistra rivendicano dei desideri che finiscono per mercificare il corpo delle donne. E io dovrei essere punito al posto loro (…). Le leggi contro l’omofobia ci sono già. Se vogliamo, possiamo modificare l’articolo 3 della Costituzione, aggiungendo che nessuno può essere discriminato per l’orientamento sessuale. Basta questo. Io sono contro ogni discriminazione: ma non voglio nemmeno essere “indirizzato” a darmi lo smalto sulle unghie».

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